Il corpo recuperato al largo della costa toscana e il mistero dell’ingegnere scomparso


RIMIGLIANO – Potrebbe esserci un nome dietro il corpo senza vita recuperato in mare lo scorso 19 settembre, lungo il tratto di costa tra Piombino e San Vincenzo. Gli investigatori stanno verificando se la salma appartenga a Uladzimir Aldokhin, ingegnere elettrico bielorusso di 33 anni, del quale si sono perse le tracce durante una vacanza in provincia di Livorno. L’identificazione non è ancora definitiva e sarà il confronto del Dna a poter fornire una risposta.
A riaprire la strada verso una possibile soluzione sarebbero stati gli accertamenti sulla scomparsa del giovane. Una struttura ricettiva della costa di Bibbona avrebbe infatti segnalato l’assenza di un cliente che non era più rientrato in albergo. Un elemento che avrebbe portato gli inquirenti ad approfondire il collegamento con il cadavere rinvenuto nelle acque di Rimigliano.
Il ritrovamento risale al pomeriggio del 19 settembre, quando alcuni diportisti notarono il corpo in mare e diedero l’allarme. Per il recupero intervenne un elicottero dei Vigili del fmFuoco, in servizio dal reparto volo di Cecina. La salma si trovava a circa mezzo miglio dalla costa. Nelle operazioni furono coinvolti anche la Polizia, il personale sanitario e i pompieri di Piombino.
Le condizioni del corpo, rimasto presumibilmente in acqua per diversi giorni, non permisero un riconoscimento diretto. L’uomo indossava soltanto un costume da bagno e non aveva con sé né documenti né un telefono cellulare. L’esame esterno non avrebbe evidenziato segni evidenti di violenza, ma non è stato possibile stabilire né l’identità della vittima né le circostanze del decesso.
Nel frattempo, la madre del 33enne, Tatiana, aveva denunciato la scomparsa del figlio e diffuso appelli anche attraverso i social. Il giovane, originario della Bielorussia e da tempo residente a Vilnius, le aveva riferito di trovarsi in vacanza nella provincia di Livorno. Poi, improvvisamente, le comunicazioni si erano interrotte.
La storia era approdata anche alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, che si è occupata del caso nei giorni scorsi. Gli investigatori avrebbero avviato i contatti con la famiglia attraverso i canali diplomatici per acquisire un campione biologico della madre e procedere al confronto genetico con quello prelevato dal corpo.
Adesso l’attenzione è concentrata proprio sugli esiti degli accertamenti scientifici, indispensabili per confermare o escludere il collegamento tra il giovane scomparso e l’uomo trovato in mare. Rimane ancora senza risposta anche la domanda più importante: che cosa sia accaduto al 33enne e come sia morto.

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