GREVE IN CHIANTI – Tre terreni, denaro depositato sui conti correnti e quote societarie: un patrimonio del valore complessivo di 292.521 euro è stato confiscato a un imprenditore fiorentino attivo nel settore delle costruzioni, condannato in via definitiva per omesso versamento dell’Iva. A eseguire il provvedimento sono stati i finanzieri del Comando provinciale di Firenze, su disposizione della Procura generale presso la Corte d’Appello del capoluogo toscano.
La confisca, eseguita a Greve in Chianti, rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa che ha permesso di ricostruire le disponibilità economiche e patrimoniali riconducibili all’imprenditore e di individuare i beni da sottrarre al suo patrimonio fino alla concorrenza dell’importo legato al reato.
La vicenda giudiziaria riguarda il mancato pagamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte di una società con sede a San Casciano in Val di Pesa, della quale l’uomo era amministratore. Per questa condotta, prevista dall’articolo 10-ter del decreto legislativo 74 del 2000, l’imprenditore è stato condannato dal Tribunale di Firenze e successivamente dalla Corte d’Appello. Le sentenze sono diventate irrevocabili e l’importo oggetto della confisca coincide con quello contestato per l’omesso versamento dell’imposta.
Per arrivare al recupero delle somme, i militari del Gruppo investigativo criminalità organizzata (Gico) del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze hanno condotto approfondimenti mirati, andando oltre la ricostruzione della sola posizione personale del condannato.
Le verifiche hanno riguardato anche il nucleo familiare, i conviventi e i soggetti economici a lui riconducibili, secondo i principi previsti dalla normativa penalistica antimafia. L’obiettivo era individuare in modo puntuale i rapporti finanziari, societari e patrimoniali utili a ricostruire il quadro complessivo delle disponibilità e a rendere effettiva la misura di confisca.
Il lavoro investigativo ha consentito di individuare diverse tipologie di beni. Nel provvedimento rientrano tre terreni situati nel territorio di Greve in Chianti, disponibilità finanziarie presenti su conti correnti bancari e postali e partecipazioni in società a responsabilità limitata con sedi a Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa. Le società interessate operano prevalentemente nei settori immobiliare, edilizio e dei servizi.
Tutti questi beni sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato, per un valore complessivo di 292.521 euro.
L’esecuzione del provvedimento è stata curata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, nell’ambito delle attività coordinate dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura generale presso la Corte d’Appello.
L’operazione si inserisce nell’azione di contrasto agli illeciti economico-finanziari che punta non soltanto ad accertare le responsabilità penali, ma anche a intervenire sui patrimoni riconducibili ai responsabili, recuperando le risorse fino alla concorrenza del profitto del reato. Un passaggio fondamentale per tutelare gli interessi dello Stato e contrastare le distorsioni della concorrenza a danno delle imprese che rispettano le regole.
L’intervento rientra inoltre nel quadro della collaborazione istituzionale rafforzata dal Memorandum operativo sottoscritto nel dicembre 2025 tra il Comando regionale Toscana della Guardia di Finanza e la Procura generale presso la Corte d’Appello di Firenze. L’intesa mira a rendere più efficace l’aggressione dei patrimoni riconducibili a persone condannate in via definitiva, attraverso una stretta sinergia tra autorità giudiziaria e Fiamme Gialle.
Il risultato è concreto: beni immobili, disponibilità finanziarie e partecipazioni societarie per quasi 300mila euro passano allo Stato, al termine di un’attività che ha trasformato gli accertamenti economico-finanziari in una misura patrimoniale definitiva