Strage sul lavoro, la Toscana conta 37 vittime

TOSCANA – Trentasette morti sul lavoro in otto mesi e una mappa regionale che racconta un’emergenza ancora aperta. Tra gennaio e agosto 2026 sono state 37 le persone che hanno perso la vita mentre lavoravano in Toscana. Il dato emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, basato sulle rilevazioni Inail, e colloca la regione in fascia arancione per rischio di mortalità.

In Italia, nello stesso periodo, le vittime sono state 701, il 2,9% in più rispetto ai primi otto mesi del 2025. Un bilancio pesante, nel quale il comparto delle costruzioni si conferma quello con il maggior numero di decessi, seguito dai trasporti e dal magazzinaggio e dal settore manifatturiero. La fascia d’età maggiormente esposta è quella degli over 65.

Livorno è ottava in Italia per incidenza

Tra i dati che riguardano la Toscana spicca quello della provincia di Livorno, che occupa l’ottavo posto nella graduatoria nazionale per incidenza degli infortuni mortali rispetto al numero degli occupati. Nei primi otto mesi dell’anno si sono registrati sei decessi su una popolazione lavorativa di 142.524 persone, con un indice di 42,1 per milione di occupati.

Un risultato che porta il territorio livornese ai vertici della classifica nazionale per incidenza, pur con un numero di vittime inferiore rispetto a province più popolose.

Alle spalle di Livorno, nella graduatoria toscana, si trovano Pistoia, con quattro morti e un’incidenza di 31,6, e Pisa, con cinque vittime e un indice di 26,2.

Massa-Carrara conta due decessi, con un’incidenza di 25,5, mentre Lucca registra quattro morti sul lavoro e un valore di 24,0.

Arezzo ha registrato tre vittime, con un’incidenza di 19,9. Firenze, pur contando il numero assoluto più elevato in Toscana, con nove decessi, presenta un indice più basso, pari a 19,2, in rapporto ai suoi 469.829 occupati.

Chiudono l’elenco Siena, con due morti e un’incidenza di 16,8, e Grosseto, con un decesso e un indice di 10,0. Le province toscane non citate nel rapporto non hanno registrato vittime nel periodo esaminato.

Toscana in fascia arancione

La classificazione elaborata mensilmente dall’Osservatorio Vega tiene conto dell’incidenza degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa. La fascia arancione, nella quale rientra la Toscana, indica un livello superiore alla media nazionale, entro la soglia del 125% dell’incidenza media.

In zona rossa, secondo i dati aggiornati alla fine di agosto, si trovano invece Sicilia, Campania e Calabria. La Toscana condivide la fascia arancione con Liguria, Puglia, Veneto, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Umbria.

I numeri riportano al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, dalla prevenzione alla formazione, fino ai controlli nei comparti maggiormente esposti. Dietro le statistiche ci sono lavoratori che non sono tornati a casa e famiglie che hanno subito una perdita irreparabile. E il dato di Livorno, con un’incidenza tra le più alte del Paese, rende particolarmente evidente quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione.

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