VIAREGGIO – Il caso dei panierini distribuiti agli alunni durante lo sciopero del 14 ottobre finisce in Consiglio Comunale. Dopo le proteste di genitori e insegnanti per il pranzo sostitutivo fornito nelle scuole dell’infanzia e primarie, e un babbo che ha segnalato la vicenda ai Nas, cinque consiglieri comunali hanno presentato un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti all’Amministrazione e individuare le responsabilità di quanto accaduto.
A sollevare ufficialmente la questione sono Michelangelo Jan Vecoli, del gruppo consiliare Fermi Mai, e Federica Maineri, Filippo Ciucci, Clio Antongiovanni e Dario Rossi, del Partito Democratico. Al centro dell’atto, le condizioni dei pasti sostitutivi distribuiti da Icare, la società partecipata del Comune che gestisce il servizio di refezione scolastica.
La giornata del 14 ottobre, segnata dallo sciopero generale regionale, avrebbe dovuto comportare una rimodulazione del servizio mensa, con una soluzione alternativa per garantire comunque il pranzo ai bambini. Ma quello che doveva essere un pasto d’emergenza si è trasformato in un caso che ha provocato indignazione tra le famiglie.
Secondo le segnalazioni dei genitori e le fotografie circolate, nei sacchetti consegnati agli alunni c’erano due fette di pane con un piccolo pezzo di formaggio, una merendina, un succo di frutta banane annerite e mele deteriorate, giudicate dai genitori del tutto immangiabili.
Una composizione che i consiglieri definiscono inaccettabile, soprattutto considerando che le famiglie pagano regolarmente il servizio, con tariffe che superano i cinque euro a pasto. Il diritto di sciopero dei lavoratori, sottolineano nell’interrogazione, non può diventare una giustificazione per abbassare gli standard di qualità del cibo destinato ai bambini.
“Servono controlli e responsabilità”
I vertici di Icare hanno già annunciato l’annullamento del costo del pasto relativo alla giornata contestata e l’avvio di verifiche sul partner logistico coinvolto nella fornitura. Una risposta che, tuttavia, non basta a fugare i dubbi dei consiglieri, che chiedono di fare piena luce sulla catena dei controlli e sulle procedure adottate per preparare e distribuire i panierini.
Nell’atto si evidenzia anche che alcuni genitori, esasperati dall’accaduto e da precedenti episodi relativi alla qualità dei pasti, hanno già presentato segnalazioni ed esposti alle autorità sanitarie e agli organismi di controllo competenti.
L’interrogazione punta a ottenere risposte precise su quattro questioni fondamentali.
La prima riguarda la conoscenza, da parte dell’Amministrazione comunale, dei criteri con cui era stato composto il pasto sostitutivo del 14 ottobre.
La seconda chiama in causa i provvedimenti ispettivi ed eventuali sanzioni nei confronti di iCARE e della società subappaltatrice, alla luce della distribuzione della frutta deteriorata.
I consiglieri chiedono inoltre quali misure saranno adottate per garantire a tutte le famiglie coinvolte lo storno o il rimborso integrale del costo del pasto, chiarendo modalità e tempi della restituzione.
Infine, il tema dei controlli futuri: quali garanzie verranno introdotte per impedire che episodi simili si ripetano? E in che modo la commissione mensa e i rappresentanti dei genitori potranno esercitare una vigilanza realmente efficace sul servizio?
La mensa torna sotto i riflettori
La vicenda non riguarda soltanto un singolo pranzo sostitutivo, ma investe la fiducia delle famiglie in un servizio essenziale per le scuole cittadine. Quando si tratta dell’alimentazione dei bambini, la qualità degli alimenti, la loro conservazione e l’efficacia dei controlli non possono essere considerate questioni secondarie.
Con l’interrogazione depositata il 15 ottobre, i cinque consiglieri chiedono formalmente al sindaco e all’assessore competente per i servizi scolastici una risposta scritta nei termini previsti dal regolamento comunale.
Adesso la parola passa all’Amministrazione. Le famiglie aspettano risposte, ma soprattutto garanzie concrete: perché il pasto scolastico non si trasformi, ancora una volta, in motivo di protesta.