Mangiare a scuola ai miei tempi: in collegio alle Mantellate la cucina era ottima

Di Letizia Tassinari
FIRENZE – Il panierino distribuito agli alunni di Viareggio e Torre del Lago durante lo sciopero del 14 ottobre – con pane e formaggio e frutta marcia- ha riacceso il dibattito sulla refezione scolastica, con tanto di segnalazioni ai Nas e all’ Asl e persino una interrogazione comunale. A me, invece, ha fatto tornare alla mente gli anni del liceo classico, quando frequentavo il Conservatorio delle Suore Mantellate, in via San Gallo a Firenze. Dal 1974 al 1978, cinque anni nei quali, a tavola, si mangiava davvero da re!


Il refettorio e una cucina che ricordo ancora
A scuola c’era una stanza chiamata refettorio. I tavoli erano apparecchiati e il pranzo era un momento preciso della giornata, con le sue regole e le sue abitudini.
Non ricordo i menu giorno per giorno, e non voglio inventare particolari che il tempo ha cancellato. Ricordo, però, che c’erano sempre un primo, un secondo e un contorno, e qualche volta anche il dolce.
Tra i piatti che associo a quegli anni ci sono le lasagne, i tortellini in brodo, l’arista al forno, il roast beef, il pollo arrosto, la cotoletta alla milanese e la trippa.
Una cucina davvero ottima, almeno per come mi è rimasta impressa. Non sto dicendo che mangiassimo ogni giorno tutte queste pietanze, ma che erano piatti che facevano parte della nostra esperienza a tavola.
Allora non si parlava di nutrizionisti e diete con l’attenzione di oggi. Si mangiava, si cresceva e si andava avanti. Forse eravamo ragazzi di ferro, noi del 1959, oppure avevamo semplicemente meno complicazioni. Di certo, quei pranzi sono rimasti nella mia memoria.


La disciplina faceva parte della giornata
La vita alle Mantellate era scandita da regole precise. Avevamo la divisa, o indossavamo il grembiule nero fino all’ultimo anno di liceo. Anche a pranzo c’era un rituale: si recitava la preghiera prima di mangiare e anche alla fine.
Eravamo tutte ragazze e non tutte vivevamo in collegio. C’erano le interne, che rimanevano nella struttura anche la sera, e quelle del semiconvitto, come me, che frequentavano le lezioni, pranzavano a scuola e poi tornavano a casa.
Cinque anni di studio e disciplina, ma anche di vita quotidiana condivisa, che oggi ricordo con affetto.

Le Mantellate, una storia fiorentina
Il Conservatorio delle Mantellate ha una storia antica, documentata dall’Archivio di Stato di Firenze. Le sue origini risalgono a una casa fondata nei primi decenni del Trecento dalla beata Giuliana Falconieri. Nel 1784, per volontà del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, le suore furono trasferite nell’antico monastero di Santa Maria Regina Coeli, conosciuto come il Chiarito, in via San Gallo.
Per generazioni, il Conservatorio ha rappresentato un luogo di formazione per le ragazze. Il suo archivio storico, oggi conservato presso l’Archivio di Stato, custodisce documenti che raccontano secoli di vita dell’istituto.
Le suore che ho conosciuto non ci sono più, ma l’edificio esiste ancora. I corridoi, le antiche camerate delle interne e gli affreschi fanno parte di un patrimonio storico che conserva anche i ricordi di chi ha trascorso lì gli anni della propria formazione.
Nel refettorio si trova inoltre un affresco dell’Ultima Cena, riscoperto durante alcuni lavori di imbiancatura alla metà degli anni Settanta e restaurato nel 1976.


Oggi il pranzo scolastico pesa sul bilancio delle famiglie
Torniamo alla vicenda che ha dato origine a questo ricordo. A Viareggio, la distribuzione del panierino durante lo sciopero ha riportato l’attenzione sulla qualità dei pasti e sul costo della mensa.
Secondo le tariffe iCare riportate nel testo, il pasto costa 5,50 euro per le famiglie con Isee superiore a 25.000 euro e 5,38 euro per quelle nella fascia tra 12.800 e 25.000 euro. Per gli indicatori più bassi sono previste riduzioni, fino alla gratuità per quelli non superiori a 4.800 euro.
Ipotizzando venti pasti al mese alla tariffa massima, si spendono 110 euro per un figlio, 220 per due e 330 per tre. Una cifra che può incidere sensibilmente sulle spese di una famiglia.
Il servizio di refezione, naturalmente, non comprende soltanto il cibo: ci sono il personale, la preparazione, il trasporto, la distribuzione e le norme igieniche da rispettare. Per questo non è corretto paragonare il costo di un pasto organizzato a quello di un panino preparato a casa.
Resta però legittimo chiedere qualità, porzioni adeguate, alimenti in buone condizioni e controlli efficaci. E ogni alternativa, compreso il pranzo portato da casa, deve essere valutata tenendo conto delle regole e delle esigenze concrete delle scuole.


Il sapore di quegli anni
La notizia di oggi mi ha riportata per un momento in via San Gallo, al refettorio delle Mantellate. Ho ripensato a quegli anni di liceo, alla disciplina, alla preghiera prima e dopo il pranzo e soprattutto a una cucina che ricordo come una delle cose belle della mia esperienza scolastica. So che quei pasti erano completi e che la cucina era ottima.
Il passato non era perfetto e il presente non è necessariamente peggiore. La refezione scolastica, però, è una parte importante della giornata dei bambini e merita attenzione, rispetto e qualità.
Io, quando penso ai miei anni alle Mantellate, torno soprattutto a quel refettorio e a quei pranzi. E il ricordo più sincero che posso consegnare a chi legge è proprio questo: in collegio, a Firenze, si mangiava davvero bene.

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