VIAREGGIO – “Noi le distanze le prendiamo sempre, non a giorni alterni”. Alessandro Santini torna sul caso dell’assessore Rodolfo Salemi e punta il dito contro quella che considera una contraddizione politica difficile da ignorare: le critiche espresse a settembre nei confronti dell’assessore e la sua successiva presenza, lunedì 19 ottobre, al gazebo di Fratelli d’Italia a Lido di Camaiore, accanto al deputato Giovanni Donzelli e ai vertici provinciali e versiliesi del partito.
Al centro della polemica c’è l’episodio dello scorso settembre, quando Salemi aveva segnalato i posti di blocco della Polizia in una chat Telegram con oltre cinquemila iscritti. Una vicenda che aveva suscitato forti contestazioni e sulla quale lo stesso assessore aveva ammesso le proprie responsabilità, arrivando a offrire le dimissioni, poi respinte dalla sindaca.
In quella fase, i quattro consiglieri del Centrodestra Unito avevano giudicato gravi i comportamenti dell’assessore. Ora, secondo Santini, la presenza di Salemi a un’iniziativa pubblica di Fratelli d’Italia riapre inevitabilmente una questione di coerenza politica e di chiarezza nei confronti degli elettori.
Il partito ha escluso un avvicinamento politico, ricondicendo la partecipazione a una conoscenza personale. Una spiegazione che non convince Santini, secondo il quale la presenza di un assessore in carica a un appuntamento pubblico di partito non può essere liquidata semplicemente come una circostanza privata.
“Il sostegno alle forze dell’ordine non può venire meno per comportamenti contraddittori”, afferma Santini, che rivendica una posizione netta sulla vicenda e sulla necessità di mantenere una linea coerente quando si tratta di tutelare chi opera quotidianamente per la sicurezza dei cittadini.
“È proprio in momenti come questi, quando la coerenza ha un prezzo, che si dimostra da che parte si sta”, prosegue Santini. “Noi stiamo dalla parte di chi indossa una divisa e ogni giorno lavora per la sicurezza di questa città, e ci restiamo senza bisogno di conoscenze personali”.
Parole che riportano al centro del dibattito il rapporto tra responsabilità istituzionali, posizioni politiche e rispetto per le forze dell’ordine. La questione sollevata da Santini è chiara: chi aveva giudicato inaccettabile la condotta di Salemi deve ora chiarire se quella valutazione sia ancora valida oppure se, nel frattempo, qualcosa sia cambiato.

