Pitbull preparati per i combattimenti e dopati: blitz dei Carabinieri, l’inchiesta arriva anche in Toscana


PISA – Cuccioli selezionati e addestrati per diventare cani da combattimento, sottoposti a programmi intensivi di allenamento e all’impiego di sostanze dopanti. È il quadro inquietante emerso da un’indagine dei Carabinieri Forestali che ha portato alla luce una presunta rete dedita al traffico illecito di pitbull e alla loro preparazione per i combattimenti clandestini.
L’inchiesta ha interessato diverse province italiane, tra cui Pisa, in Toscana, oltre a Parma, Bergamo, Venezia e Rieti. Il bilancio dell’operazione è di dodici persone coinvolte e ventiquattro cani sequestrati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dietro questa attività ci sarebbe stato un sistema organizzato che avrebbe coinvolto addestratori, trafficanti e veterinari stranieri ritenuti compiacenti, con collegamenti oltre i confini nazionali. I cani sarebbero stati importati illegalmente da allevamenti esteri e avviati fin da piccoli a un percorso finalizzato a renderli fisicamente più prestanti in vista dei combattimenti.
Allenamenti estremi e sostanze dopanti
Gli accertamenti avrebbero documentato l’impiego di attrezzature e strumenti specifici per sottoporre gli animali a esercizi intensivi. Tra quelli descritti figurano tapis roulant, catene pesanti e collari dotati di alloggiamenti per i pesi, utilizzati nell’ambito di programmi di allenamento particolarmente impegnativi.
Nell’ambiente riconducibile all’attività investigata sarebbe stato inoltre realizzato un ring con assi di legno e tappeto sintetico, una struttura compatibile con l’organizzazione di combattimenti tra cani.
Tra gli elementi emersi figurerebbe anche il ricorso a farmaci steroidei, nell’ambito di pratiche di doping finalizzate ad accrescere le prestazioni fisiche degli animali.
Un’indagine che coinvolge più territori
La dimensione geografica dell’inchiesta evidenzierebbe la complessità del fenomeno, che, secondo l’ipotesi investigativa, non si sarebbe limitato a singoli episodi di maltrattamento, ma avrebbe interessato una rete capace di operare in più province e di procurarsi animali anche dall’estero.
Il coinvolgimento di Pisa rende l’indagine significativa anche per la Toscana, insieme agli altri territori interessati dagli accertamenti.
Il contrasto ai combattimenti clandestini rappresenta un fronte particolarmente delicato per la tutela degli animali: dietro queste pratiche possono nascondersi traffici, addestramenti coercitivi e condizioni di vita incompatibili con il benessere dei cani.
Il sequestro dei ventiquattro pitbull punta a sottrarre gli animali al contesto nel quale sarebbero stati allevati e preparati per i combattimenti. Per le dodici persone coinvolte, le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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