Plastic Tax, otto rinvii dal 2020: appello al Governo per fermare l’inquinamento

TOSCANA – Dopo otto rinvii dal 2020, la Plastic Tax è attualmente attesa per il 1° gennaio 2027. Per evitare un nuovo slittamento, Fondazione Marevivo e Zero Waste Italy lanciano una petizione nazionale rivolta al Governo e al Parlamento, chiedendo che la misura entri finalmente in vigore. L’obiettivo è ridurre l’impiego di plastica vergine, incentivare il riciclo e limitare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente, con benefici attesi anche per la salute pubblica.

Primo firmatario dell’appello è il maestro Michelangelo Pistoletto, tra i fondatori del Manifesto degli Artisti per il Mare. La petizione è stata presentata in anteprima il 17 ottobre a Vicopisano, in provincia di Pisa, e si rivolge a cittadini, associazioni e imprese.

Pistoletto: “Dobbiamo eliminare il superfluo”

Per i promotori, l’inquinamento da materiali sintetici non è soltanto una questione ambientale ed economica: riguarda anche la salute delle persone. Per questo, oltre a contrastare la dispersione dei rifiuti e a informare i cittadini, ritengono necessario intervenire sulla produzione.

“Tutti noi siamo responsabili di ciò che la natura sta subendo. Occorre eliminare il superfluo per ripristinare un equilibrio tra natura e artificio. Nel ’67 ho realizzato la Venere degli stracci, proprio come simbolo dell’iperconsumismo. Dobbiamo diffondere maggiore consapevolezza, prendendo come esempio il mare dove nascono isole e continenti di plastica, che è nociva per gli animali che la mangiano e per noi uomini che la respiriamo sotto forma di microparticelle. Siamo diventati insaziabili di inutilità, mentre l’arte può aiutarci a tornare a ciò che è utile ed essenziale”, dichiara Pistoletto.

Secondo le stime dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) citate nella petizione, ogni anno circa 229mila tonnellate di rifiuti plastici finiscono nel Mar Mediterraneo. Un fenomeno che danneggia gli ecosistemi marini e contribuisce alla diffusione di particelle nell’ambiente e nella catena alimentare.

La ricerca scientifica ha documentato la presenza di microplastiche in diversi campioni e tessuti umani, tra cui sangue, cervello, placenta, latte materno, arterie e liquido seminale. Gli eventuali effetti sulla salute e le possibili associazioni con diverse patologie sono ancora oggetto di studio. Ridurre la produzione e la dispersione di questi materiali significa quindi intervenire all’origine del problema.

Marevivo: “Quella che vediamo è solo la punta dell’iceberg”

Raffaella Giugni, segretario generale di Marevivo, sottolinea come la dispersione in mare rappresenti soltanto una parte di un fenomeno più ampio.

“La plastica si diffonde in modo pervasivo nel nostro mare, dove i pescatori tirano su più plastica che pesci, ma quella che vediamo in superficie è solo la punta dell’iceberg. La Plastic Tax è uno strumento utile per ridurre la diffusione di questo materiale inquinante, rendendo più conveniente il riciclo per le aziende e producendo come effetto positivo quello di tutelare il mare, la biodiversità e, soprattutto, la nostra salute”, afferma Giugni.

La tassa nazionale riguarda gli imballaggi e gli oggetti monouso realizzati con polimeri vergini, cioè non riciclati, come bicchieri e stoviglie usa e getta. Il prelievo si applica a produttori, importatori e committenti, con l’obiettivo di rendere meno conveniente l’impiego di materia prima vergine e più competitivo quello di materiale riciclato.

Impianti sotto pressione e rischi per l’ambiente

Tra le criticità evidenziate da Zero Waste Italy c’è la difficoltà, per una parte dei materiali raccolti in modo differenziato, di trovare acquirenti. Gli accumuli nei depositi possono aggravare i problemi di gestione e aumentare i rischi legati agli incendi.

A giugno 2026, un rogo in uno stabilimento di recupero e riciclaggio di rifiuti plastici a Vicopisano, nel Pisano, aveva provocato una nube visibile a chilometri di distanza.

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy, ricorda inoltre le preoccupazioni già espresse dall’associazione al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per gli incendi che hanno interessato diverse piattaforme di riciclo e per le sospensioni delle raccolte differenziate del multimateriale.

“In estate Zero Waste Italy ha scritto al MASE una lettera preoccupata per la catena di incendi che ha percorso molte piattaforme di riciclo, così come per la diffusa sospensione delle raccolte differenziate del multimateriale. Far sì che la Plastic Tax, per anni rinviata, entri in vigore non solo contribuirebbe a garantire il mercato del riciclo, ma aiuterebbe anche a decongestionare gli impianti e a ridurre molti imballaggi ad oggi difficilmente riciclabili”, dichiara Ercolini.

Il paradosso del contributo europeo

La petizione richiama anche il contributo che l’Italia versa al bilancio dell’Unione europea in relazione ai rifiuti di imballaggio in plastica non riciclati: 800 euro per tonnellata, un prelievo introdotto a livello europeo nel 2021.

Secondo i promotori, il costo per il bilancio dello Stato si aggira intorno a un miliardo di euro all’anno. In mancanza di una misura nazionale, sostengono, le imprese avrebbero meno incentivi a ridurre l’utilizzo di materia prima vergine e a investire nel riciclo.

Marevivo e Zero Waste Italy chiedono quindi di affiancare agli strumenti europei una tassa nazionale, citando i precedenti di Regno Unito e Spagna e il percorso previsto in Germania.

L’appello a Governo e Parlamento

La richiesta delle due organizzazioni è chiara: rispettare la scadenza del 1° gennaio 2027 ed evitare un nuovo rinvio. La misura, secondo i promotori, potrebbe contribuire a orientare le scelte industriali, sostenere il mercato dei materiali riciclati e ridurre la quantità di rifiuti destinati a disperdersi nell’ambiente.

La petizione nazionale di Fondazione Marevivo e Zero Waste Italy è disponibile online e invita cittadini, associazioni e imprese a sostenere un’iniziativa che mette insieme tutela degli ecosistemi, salute pubblica ed economia circolare.

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