TOSCANA – Pochi bambini, nascite in calo e maternità sempre più rimandata. La Toscana registra nel 2025 un nuovo minimo storico della natalità, confermando una tendenza demografica che pone interrogativi sul futuro della regione. A fotografare la situazione è l’Istat, con dati che evidenziano una fecondità particolarmente bassa tra le donne italiane e un’età media al parto ormai arrivata a 33 anni.
Il numero medio di figli per donna si ferma infatti a 1,01 tra le cittadine italiane, mentre sale a 1,56 tra le donne straniere. Un quadro che colloca la Toscana in linea con il resto del Centro Italia, dove il valore medio è pari a 1,07 figli per donna.
Nel confronto con le altre aree del Paese, il Centro risulta la macroarea con la fecondità più bassa: il Nord raggiunge 1,15 figli per donna, mentre il Sud si attesta a 1,16.
Maternità sempre più tardiva
Un altro elemento significativo riguarda l’età in cui si diventa madri. In Toscana la media è di 33 anni, ma la differenza tra cittadine italiane e straniere è evidente: 33,8 anni per le prime e 29,8 per le seconde.
Il rinvio della maternità si inserisce in un contesto nel quale molte famiglie devono fare i conti con difficoltà economiche, precarietà lavorativa, costi abitativi e necessità di conciliare lavoro e cura dei figli. Per molte coppie, progettare una famiglia significa affrontare ostacoli che possono rendere più difficile o tardiva la scelta di avere bambini.
La richiesta di sostegni duraturi
Sul tema è intervenuto anche Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle Associazioni familiari, che ha rilanciato la necessità di politiche strutturali a sostegno delle famiglie.
La richiesta è quella di misure stabili nel tempo, accompagnate da risorse adeguate e servizi capaci di aiutare concretamente i genitori. Un sostegno che non si limiti a interventi occasionali, ma che permetta alle famiglie di guardare al futuro con maggiore sicurezza.
Il nuovo minimo registrato in Toscana riporta così al centro il tema della natalità e delle condizioni necessarie per consentire a chi lo desidera di avere figli. Una questione che riguarda non soltanto le scelte individuali, ma anche il futuro sociale ed economico del territorio.