Trovato morto in casa dopo settimane: aveva 76 anni

SESTO FIORENTINO – Era morto da settimane, da solo nella propria abitazione, senza che nessuno si accorgesse della sua assenza. La tragedia è emersa ieri, martedì 20 ottobre, quando alcuni vicini, insospettiti da un forte odore proveniente dall’appartamento, hanno dato l’allarme. La vittima è un uomo 76 anni, che viveva in un alloggio di edilizia residenziale pubblica in via Signorini.
A destare preoccupazione non era soltanto l’odore che arrivava dall’abitazione. Anche l’automobile dell’uomo, ferma da tempo nello stesso parcheggio, aveva attirato l’attenzione dei residenti, che non lo vedevano da diverse settimane.
La segnalazione ha fatto scattare l’intervento della polizia municipale, dei vigili del fuoco e dei sanitari del 118. Una volta entrati nell’appartamento, i soccorritori hanno trovato il settantaseienne senza vita.
Dai primi accertamenti, il decesso sarebbe riconducibile a cause naturali. Nell’abitazione non sarebbero stati rilevati segni di effrazione o elementi che facessero pensare a una colluttazione. Saranno comunque gli accertamenti del caso a chiarire definitivamente le circostanze della morte.
Un mese senza notizie, poi la scoperta
Castrogiovanni viveva da solo ed era una persona riservata. Secondo quanto riferito dall’assessore ai servizi sociali del Comune di Sesto Fiorentino, Massimiliano Kalmeta, i vicini non lo incontravano da circa un mese. Un’assenza prolungata che, insieme agli altri segnali, li ha spinti a chiedere un intervento.
L’uomo, stando a quanto riferito dall’amministrazione comunale, non risultava seguito dai servizi sociali e non erano emerse particolari condizioni di fragilità che avessero richiesto una presa in carico.

Il dramma della solitudine degli anziani
La vicenda riporta al centro il tema delle persone anziane che vivono sole e che, in alcuni casi, possono trascorrere giorni o settimane senza contatti con l’esterno.
Kalmeta ha richiamato l’importanza del lavoro svolto dalle associazioni di volontariato, tra cui Auser e le realtà che si occupano della terza età, impegnate a contrastare l’isolamento e a favorire occasioni di incontro e socialità.
Una sfida che riguarda una società in cui l’aspettativa di vita è cresciuta e aumenta, di conseguenza, anche la necessità di costruire reti di vicinanza e sostegno. Sul territorio sestese, ha spiegato l’assessore, esiste una rete di associazioni e operatori che può collaborare con amministratori e medici di famiglia per individuare situazioni di solitudine e accompagnare le persone verso attività e opportunità di relazione.
La morte dell’anziano lascia però una domanda dolorosa: come è possibile che un uomo possa morire nella propria casa e che la sua assenza venga notata soltanto dopo settimane? Una tragedia che richiama l’importanza dei legami quotidiani, soprattutto per chi non ha familiari o persone vicine in grado di accorgersi tempestivamente di un’assenza.

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