Fare la spesa costa sempre di più, stangata sulle famiglie toscane: il pane raddoppia

TOSCANA – Si riempie meno il carrello, ma alla cassa il conto continua a salire. Per le famiglie toscane fare la spesa è diventato sempre più oneroso: nel 2025 la spesa alimentare media ha raggiunto 538,67 euro al mese per nucleo familiare, con un aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente. E c’è un dato che fotografa meglio di altri la crescita dei prezzi: il pane, in cinque anni, è arrivato a costare il doppio.

A elaborare i dati Istat è stata Coldiretti Toscana, che colloca la regione al quindicesimo posto nella classifica nazionale della spesa alimentare delle famiglie. La media italiana è di 552 euro al mese, mentre le differenze tra territori restano significative: in Campania si arriva a oltre 646 euro mensili, in Puglia la cifra scende a circa 444 euro.

Ma il dato che preoccupa è soprattutto l’andamento nel tempo. Secondo l’analisi di Coldiretti Toscana, negli ultimi cinque anni la spesa alimentare è cresciuta del 13,5%, con un aggravio complessivo stimato in circa 776 euro. Una pressione che si fa sentire nella vita quotidiana, tra prodotti essenziali e acquisti a cui molte famiglie sono costrette a rinunciare o che devono ridimensionare.

A richiamare l’attenzione sul problema è la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, che evidenzia come la crescita dei prezzi pagati dai consumatori non corrisponda necessariamente a maggiori guadagni per chi produce. Gli agricoltori, infatti, devono fare i conti con spese sempre più elevate, mentre il compenso riconosciuto per le loro produzioni può restare insufficiente a coprire i costi.

Il pane, simbolo del caro spesa

L’esempio più evidente riguarda il pane. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale dei prezzi citati da Coldiretti, una pagnotta da un chilogrammo che cinque anni fa costava mediamente circa 2,20 euro, nel settembre 2026 è arrivata a 4,40 euro al chilo. Un raddoppio che rende immediatamente comprensibile l’impatto dell’inflazione alimentare sulle tasche dei cittadini.

Eppure, sottolinea l’organizzazione agricola, l’aumento alla vendita non si traduce automaticamente in un vantaggio per chi coltiva il grano. Nell’ultima campagna, ai produttori toscani sarebbe stato riconosciuto un prezzo medio compreso tra 29 e 30 euro al quintale, una cifra che, secondo Coldiretti, non consentirebbe neppure di recuperare i costi di produzione.

A rendere ancora più difficile la situazione contribuiscono i rincari di fertilizzanti, gasolio agricolo e materiali plastici, oltre agli effetti dei cambiamenti climatici sulle attività nei campi. Coldiretti Toscana segnala aumenti dei costi produttivi che, in alcuni casi, avrebbero raggiunto il 50% negli ultimi mesi, anche in relazione alle tensioni internazionali e ai conflitti.

Produttori e consumatori, un problema comune

Per Cesani, il rischio è che si allarghi ulteriormente la distanza tra quanto pagano le famiglie e quanto incassano gli agricoltori. Se produrre diventa economicamente insostenibile, infatti, ne risentono anche la disponibilità e l’accessibilità degli alimenti.

Da qui la richiesta di interventi straordinari per affrontare la crisi energetica e produttiva, insieme a maggiori garanzie sulla trasparenza della filiera. Tra le proposte di Coldiretti figurano l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti, controlli più efficaci e regole che assicurino condizioni di concorrenza corrette.

L’obiettivo dichiarato è tutelare sia chi lavora nelle campagne sia chi acquista ogni giorno gli alimenti. Perché il problema del caro spesa non riguarda soltanto lo scontrino del supermercato: coinvolge l’intero sistema agroalimentare, dalla terra alla tavola.

Ti protrebbe interessare

Serra in casa, trovate 28 piante e tre chili di marijuana: 32enne ai domiciliari a Lido di Camaiore

Si nascondeva in una tenda nel bosco per sfuggire alla polizia: catturato dopo oltre un anno di latitanza

Danneggia l’auto della polizia e si scaglia contro gli agenti: arrestato ed espulso