“I comuni della Versilia devono 18milioni a Tev Veolià. Che fine hanno fatto i soldi dei cittadini?”

VIAREGGIO. Amando Mancini, rsu di Sea, denuncia i debiti che i comuni versiliesi devono alla società Termomeccanica-Tev-Veolià.

“Non finirà mai. Adesso i comuni versiliesi devono 18 milioni di euro a Termomeccanica-Tev-Veolià.  Viareggio deve aggiungerne circa 20 a Sea, ecc.ecc. Insomma un oceano di denaro pubblico non pagato dai Comuni ma che è sato puntualmente versato nelle rispettive casse comunali dai rispettivi cittadini. Perché i comuni non l’hanno versato dove dovevano? Dove è finito? é vero che le responsabilità vanno spalmate su più fronti: da un  sistema economico e finanziario basato sul debito a Governi vari in proporzioni diverse, alle ammistrazioni regionali che hanno voluto l’inceneritore di Falascaia, ma, oltre queste rimangono le responsabilità di chi ha governato i Comuni versiliesi da 20 anni a questa parte che ha usato i soldi di tasse e tariffe di scopo per altri scopi e non avrebbe dovuto accumulando debiti che i cittadini non hanno meritato ma che hanno comunque pagato e dovranno comunque continuare a pagare. Una degradante prova di cattiva capacità di amministrare affiancata da un’ottima capacità di ingannare. Chi si è candidato ha promesso di gestire bene la cosa pubblica, ha promesso che avrebbe fatto meglio dei suoi predecessori, ha fatto credere di essere capace di fare ciò che andava promettendo e poi, alla prova dei fatti non solo ha fatto peggio ma ha dimostrato di non sapere che fare altro che sperperare denaro pubblico a pioggia senza pensare alle conseguenze sulle tasche dei cittadini. Chissenefrega! Tanto mica sono soldi personali sono solo soldi dei contribuenti, quindi si possono buttare al vento!  Insomma i cittadini becchi e bastonati. Come si fa ad avere fiducia nella politica? Nei politici? Nelle elezioni? Il cittadino che compie i suo dovere andando a votare fiducioso mentre ha appena iniziato a  pagare i debiti fatti da coloro che erano stati eletti per risanare i debiti dei loro predecessori. Di fronte a questi dati di fatto cosa deve pensare l’lelettore medio? Come può non andare a votare con terrore? Come può non pensare che il suo voto potrebbe peggiorare le cose? Bisognerebbe che chi  fa i debiti li pagasse di tasca sua allora, è sicuro non si ricandiderebbe. Invece si ricandida,  viene stupidamente rieletto e, il suo mandato, ripagato con soldi pubblici. Se siamo tanto idioti perché non approfittarne? Tanto, a partire dall’alto, se vengono condannati rimangono al potere  con il lauto stipendio e privilegi annessi pagati anche da coloro che non li hanno votati. Questa logica va a danno anche degli amministratori virtuosi che hanno buona volontà di fare bene ma ereditano una situazione disastrosa e non riescono a fare i miracoli che sarebbero necessari”.

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