Vive in Germania ma torna a Viareggio per i corsi mascherati: “Per il Carnevale questo e altro”

VIAREGGIO. Se ai corsi mascherati di Carnevale ballate a bordo dei carri, se non vi siete mai persi una festa rionale, allora è pressoché impossibile che non siate stati immortalati dalla telecamerina di Alessandro Bongiorni. Uno che “non mi perdo una sfilata dal 1987”. Nemmeno adesso che, da quasi due anni, vive e lavora a Monaco di Baviera. La sua storia personale potrebbe essere un’esaustiva e articolata risposta alla domanda “Cosa significa il Carnevale per un viareggino?”.

L’amore per Burlamacco e il suo mondo di cartapesta è scoccato in tenera età. Anzi: tenerissima. “Sono nato nel luglio 1977 e pochi mesi dopo ero già in braccio ai miei genitori al corso mascherato”, racconta Alessandro. Che nell’ambiente carnevalaro è conosciuto sia come collezionista sia come videoamatore: possiede tantissimi filmati delle sfilate dei carri, ma anche dei rioni, delle canzonette, del Festival di Burlamacco e dei vari Carnevali estivi.

La peculiarità delle sue immagini è che riprende ogni corso mascherato da un’angolazione diversa: “Ho cominciato più di 20 anni fa assieme a mio padre: lui stava in Piazza Mazzini, io più avanti. Ogni volta cerco una prospettiva nuova: negli ultimi anni, ad esempio, le maschere dei carri si sono spostate a terra e vale la pena stare in mezzo a loro”.

Foto Facebook
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Poi, nell’estate di un paio di anni fa, Alessandro cambia vita. Prepara le valigie e varca la frontiera, direzione Germania. Monaco di Baviera, però, non è così lontana dall’Italia. E non recide così il legame con il Carnevale. “Basta prenotare i biglietti per tempo: se li acquisti ad agosto o settembre risparmi. Capita di scendere a Viareggio in aereo il venerdì e di ripartire per Monaco in treno dopo il corso mascherato.

“La domenica sera è sicuramente il momento peggiore: sei stanco, ti attende una nuova settimana di lavoro e devi sciropparti 10 ore di viaggio. Però torno in Germania contento, è un sacrificio che faccio volentieri”.

Grazie a Internet, inoltre, non si perde nulla di quello che accade a Viareggio: “Leggendo i quotidiani online mi sembra di essere lì”. E, ancora per merito della Rete, può fare pubblicità mostrando le immagini dei carri ai suoi compagni di lavoro: “Una volta un collega mi domandò: ‘Davvero fate il Carnevale davanti al mare con quel clima?’. Per loro è semplicemente impensabile”.

Burlamacco, ad ogni modo, è diventato una celebrità nella città dell’Oktoberfest, tant’è che i post di Alessandro su Facebook dedicati al Carnevale sono scritti anche in tedesco proprio a beneficio dei suoi amici stranieri. Gli stessi che si sono fatti una grassa risata vedendo il carro dei fratelli Cinquini dedicato alla cancelliera Angela Merkel: “Sì, non si sono affatto offesi. Hanno molto apprezzato”.

Pur essendo ormai un espatriato, Alessandro ha ancora a cuore le sorti della città. E rivolge il suo personale appello: “A Viareggio dobbiamo fare il Carnevale solo con chi è disposto a dare una mano: chi critica e basta non si rimboccherà mai le maniche per il bene della manifestazione. Peccato, perché i miei amici che vengono da fuori trovano il nostro Carnevale meraviglioso…”.

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