Francesco Bindi, il viareggino che insegna i rischi del web a grandi e piccini in Trentino

VIAREGGIO. È sicuro pubblicare su Facebook le foto dei figli, soprattutto se minori? È sicuro lasciare i propri dati sensibili registrandosi a un qualsiasi sito Internet? Quanto siamo davvero “spiati” durante le nostre navigazioni sul web? Francesco Bindi, viareggino trasferitosi in Trentino, di professione risponde proprio a queste domande: divulgatore informatico e formatore, da anni tiene lezioni-conferenza e laboratori rivolti a bambini, genitori e anziani su prevenzioni e buone prassi in ambito di uso delle nuove tecnologie.

Un cammino, il suo, che parte dalla Versilia, dove Francesco si è stabilito in giovanissima età con la famiglia dopo essere nato a Pisa. “Ho frequentato l’istituto d’arte e mi sono diplomato nel 1985: una volta uscito ho trovato posto in una tipografia d’arte a Lucca e ho sempre lavorato nel settore della grafica. Nel frattempo ho iniziato a utilizzare il pc, anche in ambito professionale: il mondo dei computer mi ha affascinato fin dall’inizio”. Dieci anni dopo – siamo nel 1995 – Bindi dà inizio a quello che, di fatto, diventerà il suo mestiere: “Alla sede dell’Enaip a Torre del Lago tenevo dei laboratori di accompagnamento all’informatica per i bambini e per i giovani, poi ho collaborato anche con la Cna di Viareggio”.

Passano altri dieci anni: terminata l’esperienza in Versilia, Bindi si trasferisce a Pergine Valsugana in Trentino in cerca di una nuova opportunità di lavoro: qui, grazie anche al sostegno delle istituzioni locali, riesce a proseguire il percorso avviato nella sua Toscana.

francesco bindi“Ho proposto un progetto di corsi a scuola legati all’accompagnamento all’informatica e oggi, su incarico della Comunità di Valle del Trentino e col patrocinio della presidenza del consiglio regionale, tengo lezioni-conferenza e laboratori di educazione all’immagine rivolti a bambini, ma anche cittadini in genere, per un totale di 500-700 persone a settimana”.

A breve Bindi dovrebbe fare tappa anche a Pietrasanta per un ciclo di serate pensate soprattutto per i genitori, “anche se ho tantissimi anziani che partecipano alle mie lezioni: sono proprio loro, assieme ai bimbi di 7-8 anni, la fascia d’età più semplice e stimolante perché sono sempre incuriositi ed entusiasti”.

Nonostante viva in Trentino da un decennio, Bindi torna volentieri nei luoghi della sua gioventù appena gli è possibile: “Negli anni Ottanta, ai tempi delle scuole superiori, ho fatto teatro-cabaret partecipando anche alle canzonette del Carnevale: assieme a me c’era Umberto Cinquini, affermatosi poi come carrista”.

E proprio sul Carnevale sente di esprimere la sua opinione di osservatore dall’esterno: “Viareggio avrebbe molto da offrire, ma posso trovare il mare o la vicinanza delle montagne anche altrove. Un Carnevale come questo, invece, ce l’abbiamo soltanto noi. E, secondo me, è proprio su questo aspetto che dovrebbe investire”.

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