Chiara Gamberale presenta il progetto CreaVità: “Per gli adolescenti di tutte le età”

La scrittrice parla del Forum Internazionale della Formazione a Camaiore

“Sarà un laboratorio aperto agli adolescenti di tutte le età. Io credo che adolescente sia chi è alla ricerca, sempre e comunque. Chi non crede mai di essere nel giusto, ma pensa sempre che ci sia qualcos’altro da scoprire, del mondo o di se stesso”. Così la scrittrice Chiara Gamberale racconta il progetto “CreaVità, Percorsi di Orientamento Creativo”, che vedrà la partecipazione al Forum Internazionale della Formazione dello scrittore Mattia Zecca e della pittrice Sabina D’Angelosante con un laboratorio dal titolo “Laggiù”, in programma domenica 23 ottobre, alle 15, al teatro dell’Olivo di Camaiore.

“Sono molto contenta – dice Gamberale – che CreaVità partecipi al Forum Internazionale della Formazione. Si tratta di uno spazio-tempo: percorsi di orientamento creativo. Siamo abituati a associare la parola creatività al gesto artistico. E invece no: a CreaVità attraverso le arti (ci saranno percorsi di scrittura creativa, musica, arte visiva, teatro, danza) si fa un percorso mirato alla possibilità di ricontattare quella parte più ‘spellata’ e autentica di noi, che ci consente di dire: a me piace fare questa cosa qui, io sono questa persona qui”.

 Per Gamberale “la creatività – spiega – è una cosa che ha a che fare con la nostra vita sempre, in tutte le fibre della nostra vita. E’ fondamentalmente: è la straordinaria capacità dell’essere umano di trasformare i buchi con cui la vita ci trivella il cuore, in passaggi segreti. Anziché soccombere davanti a quei buchi, a quelle sfide, a quei problemi, oppure dargli le spalle. Siamo fiaccati dagli anni da cui veniamo, dal lockdown. Fiaccati anche dall’avvento dei social nelle nostre vite, dal rischio che i social usino noi, anziché essere usati da noi. I social ci danno questa illusione di stare sempre in contatto con tutto e con tutti, ma è un contatto illusorio. Io credo che ci distragga dall’oneroso ma luminoso, nutriente e necessario contatto con noi stessi”, conclude la scrittrice.

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