La comunità ecclesiastica lucchese è in lutto per la scomparsa di don Ilario Tomei, spentosi nella notte all’età di 101 anni presso la Rsa “Don Gori” di Marlia, dove era ricoverato da tempo a causa del progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute.
Classe 1925, don Ilario era il sacerdote più anziano della Diocesi di Lucca e punto di riferimento per generazioni di fedeli e operatori della struttura in cui aveva trascorso molti anni del suo ministero. Ordinato presbitero nel 1960, aveva dedicato oltre sei decenni alla vita sacerdotale, mantenendo fino a quando le forze glielo hanno permesso una presenza costante accanto agli ospiti della casa di riposo.
A ricordarlo con commozione è stato l’arcivescovo Paolo Giulietti, che ha sottolineato come il sacerdote abbia “servito gli ospiti e i loro familiari con dedizione, lasciando un segno profondo di umanità e disponibilità”. Negli ultimi mesi, ormai costretto a letto, aveva affrontato con dignità il progressivo declino delle sue condizioni.
Nato a San Michele di Moriano il 13 gennaio 1925, dopo gli studi in seminario aveva ricevuto prima l’ordinazione diaconale e poi quella sacerdotale nello stesso anno, intraprendendo un cammino pastorale segnato da una vocazione tardiva ma intensa. Dopo i primi incarichi come cappellano, nel 1978 era approdato alla struttura di Marlia, allora “Ricovero”, che sarebbe diventata il centro della sua missione pastorale.
Figura profondamente legata alla comunità e alla sua famiglia, don Ilario ha sempre mantenuto vivo il ricordo delle proprie radici e degli anni di formazione, anche attraverso il ricordo di figure significative del suo percorso seminariale. Il suo impegno all’interno della RSA si è distinto non solo per l’assistenza spirituale, ma anche per la capacità di creare relazioni, promuovere il volontariato e difendere la dignità degli anziani.
La salma sarà esposta da oggi nella chiesa parrocchiale di Marlia. Le esequie si terranno domani alle 15:30. L’intera Diocesi si stringe attorno ai familiari e a quanti hanno condiviso il suo lungo ministero, nel segno della gratitudine e del ricordo.