Pinocchio torna in scena tra musica e memoria: al Manzoni di Massarosa un omaggio spettacolare a Collodi

Il teatro si prepara a celebrare i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi con una serata che unisce emozione, musica e tradizione. Mercoledì 17 giugno alle 21:00 il palco del Manzoni di Massarosa ospiterà “Il nostro amico burattino”, produzione dell’Accademia delle Muse diretta da Susanna Altemura.

Lo spettacolo propone una rilettura musicale della celebre storia di Pinocchio, trasformando il racconto in un viaggio scenico fatto di canzoni, incontri e passaggi di crescita. Un percorso narrativo che punta a parlare sia ai più piccoli sia agli adulti, risvegliando ricordi e suggestioni legate a una delle fiabe più amate della letteratura italiana.

Alla regia c’è Daniele Del Soldato, che sottolinea come il titolo nasca da un legame affettivo profondo con il protagonista: Pinocchio viene infatti immaginato come una figura familiare, “un amico di tutti”.

La direzione del coro è affidata a Susanna Altemura, che descrive la produzione come un racconto “delicato e coinvolgente”, capace di mettere al centro valori universali come amicizia, coraggio e ricerca della propria identità.

Il lavoro di adattamento mantiene saldo il legame con l’opera originale, arricchendolo però con un linguaggio contemporaneo pensato per il pubblico di oggi. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti scenici e artigianali: la realizzazione del burattino è firmata da Eleonora Pardini, mentre il trucco è curato da Cristina Etna.

La regia dello spettacolo è affidata a Daniele Del Soldato, che guida una produzione corale costruita per restituire nuova vita a un classico intramontabile.

A fare da cornice alla rappresentazione sarà il Teatro Manzoni di Massarosa, pronto ad accogliere il pubblico per una serata che si annuncia ricca di suggestioni e partecipazione.

L’Accademia delle Muse invita la cittadinanza a prendere parte all’evento, che si propone come un omaggio sentito a Collodi e alla sua eredità narrativa, capace ancora oggi di attraversare generazioni e linguaggi.

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