“Nessun saluto del Comune alla Ghassan Kanafani”: Annale (Pci) attacca e rilancia la causa palestinese

La presenza a Viareggio della Ghassan Kanafani, l’imbarcazione impegnata in una campagna di sensibilizzazione a sostegno della causa palestinese, diventa oggetto di intervento politico da parte del Pci locale. A prendere posizione è Paolo Alessio Annale, segretario della Federazione Lucca Versilia, e ex candidato a sindaco, che in una nota esprime rammarico per l’assenza di un saluto istituzionale da parte del Comune.

“Avremmo ritenuto importante e necessario che la neo Sindaca, sensibile alle istanze della Fondazione della Principessa di Monaco che promuove i valori della solidarietà, della sicurezza in acqua e della cooperazione internazionale, avesse portato il saluto dell’Amministrazione a chi ‘semplicemente’ porta le istanze di un popolo martoriato che chiede solo di poter esistere”, scrive Annale, sottolineando il valore simbolico della presenza dell’imbarcazione in porto.

Nella lettera indirizzata all’equipaggio, il segretario del Pci amplia il discorso al contesto internazionale. “Il mondo è oggi spettatore di quanto la storia avrebbe preteso che non si sarebbe mai dovuto ripetere”, afferma, sostenendo che numerosi conflitti siano stati a lungo ignorati o sottovalutati.

Annale aggiunge: “Noi siamo qui per dire che questo non è vero, che le guerre ci sono state e ci sono”, individuando nella vicenda palestinese una delle questioni centrali del panorama geopolitico contemporaneo.

Nel documento si legge inoltre: “Dobbiamo gridare al mondo l’orrore che tutto ciò ha in sé”, con un riferimento sia alla dimensione umana del conflitto sia alle sue cause politiche.

Il segretario della Federazione Lucca Versilia del Pci ribadisce poi la propria posizione: “Ci schieriamo con il popolo palestinese”, precisando che la denuncia riguarda “i crimini del Governo israeliano e di tutti i suoi sodali”.

La lettera si conclude con un ringraziamento all’equipaggio della Ghassan Kanafani: “Ringraziamo oggi chi con coraggio porta per mare la voce dei palestinesi”, scrive Annale, aggiungendo infine: “Ci uniamo a loro per gridare ‘Palestina libera’”.

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