Omicidio Pieve di Camaiore

Uccide moglie e figlio e si barrica sul tetto, tragedia alla Pieve di Camaiore

Un pomeriggio di sangue e disperazione ha sconvolto la comunità della Pieve di Camaiore. Una donna e un giovane sono stati trovati senza vita all’interno di un’abitazione dopo essere stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Le vittime sono la moglie 52enne, Kathy Andreoni, e Mirko Moriconi, il figlio 24enne dell’uomo che, subito dopo la sparatoria, si è rifugiato armato sul tetto della casa.

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Uccide moglie e figlio e si barrica sul tetto, tragedia alla Pieve di Camaiore 2

L’allarme è scattato alle 14.32, quando la centrale operativa del 118 ha ricevuto numerose telefonate da parte di residenti e passanti, tra cui un nipote, che segnalavano colpi d’arma da fuoco provenire dalla casa delle famiglia. Contestualmente veniva riferita la presenza di una persona armata sul tetto dell’edificio.
Imponente la macchina dei soccorsi attivata in pochi minuti. Sul posto sono intervenuti l’automedica del 118 di Viareggio, un’ambulanza infermieristica della Misericordia di Camaiore, un mezzo della Croce Rossa di Viareggio, l’elisoccorso Pegaso 3, oltre ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco.

Prima dell’ingresso dei sanitari, le forze dell’ordine hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a gestire una situazione particolarmente delicata. Quando il personale medico ha potuto raggiungere le vittime, per entrambe non c’era ormai più nulla da fare. Il medico del 118 ha solo potuto constatare il decesso di entrambi. Morti in un lago di sangue, attinti dai colpi di un fucile da caccia.
L’intera zona è stata isolata per consentire gli accertamenti investigativi, a cui ha partecipato anche il pm di turno, la dottoressa Elena Leone, e l’uomo, Piero Moriconi, una volta disarmato, è stato bloccato da parte dei Carabinieri, portato in caserma e arrestato, con l’accusa di duplice omicidio. “Mi sono liberato di loro“, le sue prime parole a caldo. Le indagini, sotto il coordinamento della Procura di Lucca, stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e chiarire cosa abbia portato alla tragedia familiare che ha spezzato due vite e gettato nello sconforto l’intera comunità.

Un raptus? Un delitto premeditato ( vista la frase pronunciata poco dopo la strage)? Al momento resta solo l’immagine di una strage.

L’uomo lavorava come muratore, la moglie in una casa di cura e il figlio, conosciuto sui social per la sua passione per il canto, faceva il cameriere in un locale sulla costa

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