Cinquanta minuti di battaglia vera, una partita rimasta in equilibrio dall’inizio alla fine, decisa da una sola caccia. Il Calcio Storico Fiorentino 2026 parla azzurro: Santa Croce supera Santa Maria Novella per 19 a 18 e torna a sollevare il trofeo dopo quattro anni di attesa.
La cornice è quella delle grandi occasioni. Piazza Santa Croce si presenta gremita, con oltre cinquemila spettatori assiepati sugli spalti e un’atmosfera elettrica già molto prima dell’ingresso delle squadre. Fumogeni, bandiere, cori e il tradizionale corteo storico hanno trasformato il cuore di Firenze in un teatro a cielo aperto. Tra le autorità presenti anche la sindaca Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e numerosi rappresentanti delle istituzioni cittadine.
Quando il pallone viene messo in gioco, è subito chiaro che non sarà una finale come le altre. Gli Azzurri partono forte e trovano immediatamente il vantaggio con un ispiratissimo David Ceccherelli, autore delle prime due cacce che permettono a Santa Croce di allungare. I Rossi però non si scompongono e rispondono colpo su colpo, riportandosi rapidamente in carreggiata.
Da quel momento il punteggio diventa un elastico impazzito. Nessuna squadra riesce a prendere il controllo definitivo della gara. I vantaggi cambiano continuamente padrone, mentre sul sabbione si combatte in ogni angolo del campo. Le azioni offensive si alternano a lunghi corpo a corpo, trascinamenti sulla sabbia e placcaggi che strappano applausi agli spettatori.
A metà gara i Rossi riescono addirittura a mettere il muso avanti, sfruttando l’ottimo lavoro offensivo di Baggiani, Renzoni, Timperanza e Lopez. Ma gli Azzurri non perdono la testa e restano sempre agganciati alla partita grazie alle giocate di Ceccherelli, De Castro, Serra, Cappelli e Zilieri.
Il momento che sembra decisivo arriva nella seconda parte dell’incontro. Al 37′ Santa Croce trova l’allungo più importante della finale, portandosi sul 14 a 11. Con poco più di dieci minuti da giocare il divario appare pesante e sugli spalti azzurri si inizia a credere nel trionfo.
Ma il Calcio Storico non concede mai certezze.
I Rossi reagiscono con orgoglio e carattere. Fattori, nonostante un duro colpo al volto che gli provoca una probabile frattura del naso, resta in campo e guida la rimonta. Santa Maria Novella recupera punto dopo punto fino ad arrivare al clamoroso 16 pari quando mancano appena cinque minuti alla conclusione.
La finale si trasforma così in un autentico thriller sportivo.
Nel momento di massima pressione emergono però la lucidità e la qualità degli Azzurri. Ceccherelli riporta avanti i suoi, Serra e Baglini firmano le cacce che valgono il nuovo allungo e Santa Croce si presenta negli ultimi istanti sul 19 a 17. I Rossi trovano ancora la forza di accorciare con l’ultima caccia della loro partita, ma il tempo è ormai scaduto.
Il tabellone si ferma sul 19 a 18.
È il segnale che scatena la festa azzurra. I calcianti di Santa Croce si abbracciano al centro del campo, mentre sugli spalti esplode la gioia di un popolo che aspettava questo momento dal 2022.
La finale verrà ricordata non solo per l’equilibrio e per il punteggio serratissimo, ma anche per la correttezza mostrata dalle due squadre. Nonostante la durezza degli scontri e diversi giocatori rimasti in campo sanguinanti o doloranti, non si è registrata alcuna espulsione: un evento rarissimo nel Calcio Storico Fiorentino.
Al termine di una delle finali più combattute degli ultimi anni, Firenze incorona dunque gli Azzurri. Una vittoria sofferta, meritata e costruita con carattere, resistenza e sangue freddo nei momenti decisivi. Per Santa Croce è il ritorno sul tetto della città; per i Rossi resta l’onore di una prestazione generosa che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo.