Al Caffè della Versiliana un incontro dedicato alla violenza di genere 

Martedì 14 luglio alle ore 18.30, il Caffè della Versiliana ospita la presentazione di Rosamaro il nuovo progetto cinematografico di Teatro Electra. L’incontro, dedicato a una riflessione sulla violenza di genere attraverso il linguaggio dell’arte e del cinema, vedrà gli interventi della senatrice Paola Binetti, consulente della Commissione Diritti Umani del Senato, del magistrato Francesco Menditto e del regista del film Giuseppe Tesi, moderati dalla giornalista del Corriere della Sera Elisa MessinaRosamaro è un’opera che affronta il tema della violenza sulle donne con uno sguardo originale, lontano dalle narrazioni convenzionali. «Se vogliamo andare oltre il prevedibile, ci resta l’arte e la sua capacità di sfidare il perturbante», afferma il regista Giuseppe Tesi. È proprio questa la cifra del film: interrogare la violenza senza ricorrere agli schemi abituali, cercando nuove forme di racconto e di riflessione. Il titolo ROSAMARO è esso stesso una dichiarazione d’intenti. Richiama il celebre film neorealista Riso Amaro e, allo stesso tempo, suggerisce un ossimoro, l’incontro tra la delicatezza della rosa e l’amarezza del dolore. Una doppiezza che diventa la chiave di lettura della violenza maschile sulle donne e della complessità delle relazioni che la alimentano. Vincitore del bando “Sviluppo e Cultura 2024” della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il nuovo film di Teatro Electra conferma l’impegno dell’associazione sui temi sociali e culturali. L’opera prende ispirazione dal dipinto Giuditta decapita Oloferne, nella rilettura del pittore Rocco Normanno, da cui il regista ha tratto l’impulso visivo e narrativo del progetto. Nel film trova spazio anche un intenso passaggio di Anna Banti dedicato ad Artemisia Gentileschi, artista che trasformò nell’arte le discriminazioni e le violenze subite:

“Scottata mille volte al bruciore dell’offesa, mille volte Artemisia si fa indietro e prende fiato per lanciarsi di nuovo nel fuoco. Così usava un tempo, così usa oggi con me.”

Parole che restituiscono con straordinaria forza la difficoltà di sottrarsi alle dinamiche dell’abuso e di conquistare una reale liberazione dalla violenza. La sceneggiatura si sviluppa in un continuo dialogo tra realtà e finzione. Da una parte emergono le testimonianze autentiche e senza filtri di quattro persone anonime, in un contrappunto di voci tra chi ha subito violenza e, in un ribaltamento narrativo raro e coraggioso, chi quella violenza l’ha esercitata. Dall’altra prende forma l’incontro-scontro tra due donne, appartenenti a mondi socialmente distanti, le cui esistenze finiscono per riflettersi l’una nell’altra in un gioco di specchi tra una scrittrice e il suo alter ego. La presentazione dell’estratto offrirà l’occasione per aprire un confronto su un fenomeno che continua a interrogare la società. Una riflessione che, come un sasso che rotola velocemente, possa infrangere il silenzio, scuotere le coscienze e contribuire alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla responsabilità.

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