È già sold out la prima del Festival Puccini: Turandot apre il sipario sul centenario

È già sold out da parecchi giorni la serata inaugurale della 72a edizione del Festival Puccini che si svolgerà al Gran Teatro all’aperto a Torre del Lago-Viareggio in Toscana venerdì 17 luglio 2026 con Turandot (ore 21.15) nel centenario della prima esecuzione assoluta. L’ultimo capolavoro del compositore toscano sarà presentato nello storico allestimento del Festival Puccini 2008 con scene di Ezio Frigerio e costumi della Premio Oscar Franca Squarciapino: una produzione fortemente simbolica del patrimonio artistico della Fondazione, con la regia (che originariamente era di Maurizio Scaparro) affidata adesso a Pier Francesco Maestrini con le coreografie di Michele Cosentino; luci di Valerio Alfieri. Per il ritorno a Torre del Lago nell’anno del centenario, l’allestimento sarà presentato in una versione restaurata, i cui lavori sono stati seguiti personalmente da Franca Squarciapino – docente dell’Accademia Pucciniana – e testimonia la volontà del festival di valorizzare il patrimonio scenografico e sartoriale che custodisce. Per la serata inaugurale del 17 luglio sul podio ci sarà Marco Armiliato; interpreti principali saranno Anna Pirozzi (Turandot), Roberto Alagna (Calaf), Aleksandra Kurzak (Liù) e Andrea Vittorio De Campo (Timur), quindi Filippo Pina Castiglioni (Altoum), Simone Del Savio (Ping), Enrico Casari (Pang), Tiziano Barontini (Pong), Andrea Tabili (Un mandarino), Marina Ovchintseva e Maria Cenname (allieve dell’Accademia, Due Ancelle).

«Tornare a Turandot – scrive Maestrini – significa, per me, tornare su un terreno che conosco intimamente e che pure continua a sorprendermi: un’opera di cui si sa tutto, dalla genesi all’epilogo, eppure capace ogni volta di riaprire domande nuove. L’ho messa in scena più volte nel corso degli anni e in tre differenti continenti. Questa nuova occasione, per il Festival Puccini di Torre del Lago, ha però un valore del tutto particolare, perché mi permette per la prima volta di lavorare su una produzione storica. Di fronte a un’eredità così importante, il mio intento principale è uno solo: far risplendere il lavoro di Ezio Frigerio e di Franca Squarciapino, che ringrazio di cuore per essere venuta incontro alle esigenze che ho ritenuto potessero valorizzare al meglio ciò che, sul piano teatrale, rende Turandot una delle opere più amate in assoluto, soprattutto quando eseguita all’aperto: la sua spettacolarità. Ho cercato di dare risalto tanto alla sua drammaticità quanto alla sua leggerezza fiabesca, restituendo quell’aura di esotismo tanto ricercata tra fine Ottocento e inizio Novecento, senza però scadere in stereotipi che oggi non avrebbero più ragione d’essere».

Secondo titolo in scena, sabato 18 luglio (ore 21.15), è Tosca, in un allestimento con la nuova regia e costumi di Maria Todaro, sulle scene di Carlo Centolavigna; direttore Carlo Montanaro e l’atteso ritorno del soprano Eleonora Buratto, e due nuove voci per il Festival, il tenore Adam Smith (Cavaradossi) e il baritono Ludovic Tézier (Scarpia). Quindi Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Claudio Ottino (Il sagrestano), Orlando Polidoro (Spoletta), Omar Cepparolli (Sciarrone), Matteo Mollica (Un carceriere), Kim Yeseul (Un pastorello). «Ogni volta che mi avvicino a Tosca – scrive Maria Todaro – resto colpita dalla sua straordinaria modernità. Quest’opera continua a parlare direttamente al pubblico perché racconta passioni ed emozioni che appartengono a ogni epoca: amore, gelosia, fede, desiderio, coraggio, abuso di potere e sacrificio. Per questa produzione il mio desiderio è stato quello di raccontare la storia nel modo più autentico e immediato possibile, affinché il pubblico di oggi possa riconoscersi nei suoi protagonisti. Con un compositore come Puccini, credo che il primo dovere di un regista sia ascoltare. L’opera continua a emozionarci perché parla di ciò che non cambia mai. Il pubblico del tempo di Puccini e quello di oggi vivono in mondi diversi, ma condividono le stesse paure, speranze e passioni. Cambiano i modi in cui esprimiamo le emozioni, non la loro essenza. Se questa produzione riuscirà a far emergere quella verità umana che attraversa i secoli, allora avremo reso il miglior servizio possibile a Puccini e al suo capolavoro».

Come sempre nelle produzioni del Festival Puccini, Orchestra, Coro e Coro di voci bianche sono quelli della Fondazione Festival Pucciniano; maestro del coro Marco Faelli, maestra del coro di voci bianche Sonia Franzese.

Domenica 19 luglio, sempre alle ore 21.5 ma all’Auditorium Caruso ci sarà la prima di due pièce teatrali tra teatro e musica dedicate al compositore: La cameriera di Puccini del regista Nicola Zanagli, con gli attori Beatrice Visibelli e François Meshreki e poi Ivana Canovič (soprano) e Francesco Barbagelata (pianoforte), assistente alla regia Matilde Ricciardelli, i costumi di Cristian Garbo, le luci di Lorenzo Galletti e l’organizzazione di Cristian Palmi per la Compagnia Teatri d’Imbarco di Firenze. Lo spettacolo è ambientato nella villa di Puccini a Torre del Lago dove nel 1908 arriva da Firenze un giovane giornalista per intervistare il Maestro. Viene accolto inizialmente in malo modo da Marianna, la cameriera di casa, con la quale però in breve instaura una simpatia che le farà raccontare in lingua toscana, alcune vicende più intime della vita di Puccini, il suo essere mondano, la sua simpatia, e quella sua dolorosa malinconia che si riflette nella calma del lago. Il racconto dell’appassionata cameriera si tinge anche di giallo, affrontando la tragica vicenda di Doria Manfredi. Si entra così nel mondo poetico e musicale del compositore con cinque tra le sue più celebri romanze, eseguite dal vivo: “O mio babbino caro” (Gianni Schicchi), “Quando m’en vo” (La Bohème), “Vissi d’arte” (Tosca), “Un bel dì vedremo” (Madama Butterfly), “Tu che di gel sei cinta” (Turandot).

Il festival 2026 proseguirà sino al 5 settembre con le repliche di Turandot (24 luglio, 1 e 9 agosto) e di Tosca (31 luglio, 8 e 21 agosto) e con gli altri tre titoli del cartellone La bohème (25 luglio, 6 e 28 agosto), Madama Butterfly (7 e 22 agosto, 4 settembre) e La fanciulla del West (29 agosto e 5 settembre). I biglietti sono in vendita sul sito www.puccinifestival.it, alla biglietteria del Festival a Torre del Lago e nei circuiti vivaticket e ticketone.

Il cartellone del 72° Festival Puccini comprende anche altri appuntamenti come due Gala con protagonisti d’eccezione: il tenore tedesco Jonas Kaufmann il 22 luglio con al suo fianco il soprano Maria Agresta, con la direzione di Jochen Rieder; quindi Plácido Domingo – direttore dell’Accademia Pucciniana e vincitore del Premio Puccini 2025 – che il 30 agosto tornerà a cantare a Torre del Lago con, al suo fianco, il soprano María José Siri, con la direzione di Marcello Rota. Spazio quest’anno alla danza con la celebre étoile italiana Eleonora Abbagnato che il 27 luglio presenterà due coreografie su musiche di Puccini: la prima Between Light and Nowhere di Ermanno Sbezzo e la seconda intitolata Manon Lescaut, La bohème, Tosca, Madama Butterfly… di Julien Lestel con il suo corpo di ballo. La seconda pièce all’Auditorium Caruso sarà Puccini, avanti a Dio di Bruno Torrisi, ispirato alla commedia di Pirandello All’uscita (11 agosto).

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