Nuovi sequestri di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all’interno del carcere La Dogaia di Prato. Gli ultimi ritrovamenti, avvenuti nel corso delle attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica, confermano un quadro che il procuratore Luca Tescaroli definisce di “elevatissimo tasso di illegalità” all’interno dell’istituto penitenziario.
Il 29 luglio gli investigatori hanno scoperto uno smartphone con relativa scheda Sim nella cella di un detenuto ristretto nella sezione isolamento del reparto di media sicurezza. L’uomo sarebbe stato sorpreso mentre effettuava una telefonata. Durante il controllo è stata inoltre sequestrata un’agenda contenente numerosi recapiti telefonici.
Il giorno successivo, il 30 luglio, nella sesta sezione dello stesso reparto, sono stati rinvenuti circa 30 grammi di cocaina e 10 grammi di hashish.
Questi episodi si aggiungono ai sequestri effettuati nei giorni precedenti. Il 27 luglio la Polizia Penitenziaria ha intercettato il lancio di un plico oltre il muro di cinta del carcere. All’interno dell’involucro sono stati trovati circa 92 grammi di hashish e un mini smartphone privo di scheda Sim.
Il 28 luglio, invece, sono stati recuperati cinque telefoni cellulari introdotti all’interno dell’istituto mediante un drone, al quale era stata agganciata una lenza lunga una ventina di metri per depositare il carico nel cortile del carcere.
Il 25 luglio erano già stati sequestrati uno smartphone, un mini smartphone e circa 190 grammi di hashish, confermando un flusso continuo di tentativi di introduzione di materiale illecito.
Un bilancio impressionante
Secondo i dati diffusi dalla Procura, dall’avvio delle indagini nel settembre 2024 sono stati sequestrati complessivamente:
- 92 dispositivi telefonici;
- 3.791,98 grammi di hashish;
- 290,34 grammi di cocaina;
- 4,61 grammi di eroina;
- 1,59 grammi di ecstasy;
- 66 grammi di anfetamine.
Nonostante i risultati investigativi, sarebbero ancora attive numerose utenze telefoniche riconducibili ad altri apparecchi nella disponibilità di detenuti.
L’appello della Procura
Nel comunicato, il procuratore Tescaroli sottolinea anche la necessità di rafforzare le misure di sicurezza dell’istituto, chiedendo interventi strutturali come la schermatura del carcere, l’installazione di disturbatori di frequenza, sistemi di rilevamento dei droni e un impianto di videosorveglianza capace di coprire l’intero perimetro della struttura.
La Procura evidenzia inoltre il ruolo determinante della Polizia Penitenziaria, che continua a operare in condizioni difficili, segnate dalla cronica carenza di personale e dal crescente sovraffollamento. Attualmente nel carcere pratese sono detenute 638 persone, con celle che, in alcuni casi, ospitano fino a quattro detenuti.
