Sette alberi da abbattere in piazza Dante a Viareggio, scatta la diffida di Jan Vecoli a Comune e Rfi

Si riaccende il confronto sul futuro delle sette alberature dell’area verde della stazione ferroviaria di Viareggio. Il consigliere comunale Michelangelo Jan Vecoli (gruppo Fermi Mai) ha presentato una diffida al Comune di Viareggio e, per conoscenza, a Rete Ferroviaria Italiana, chiedendo la sospensione cautelativa degli abbattimenti previsti e un nuovo approfondimento tecnico prima di procedere con interventi che definisce “irreversibili”.

Al centro della contestazione c’è la relazione agronomica del 30 luglio 2025, che riguarda sei pini domestici (Pinus pinea) e un cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara) presenti nell’area verde tra via Antonio Cei e piazza Dante. Il documento attribuisce a tutti gli esemplari la classe di propensione al cedimento D, indicando come soluzione l’abbattimento.

Secondo Vecoli, tuttavia, la documentazione presenta criticità e carenze istruttorie che renderebbero necessario sospendere ogni intervento fino a un riesame completo.

Tra i rilievi mossi dal consigliere figura l’assenza, negli atti disponibili, degli approfondimenti diagnostici che avrebbero dovuto confermare alcune anomalie riscontrate durante le verifiche visive. Nella relazione, osserva Vecoli, vengono infatti utilizzate espressioni come “probabilmente”, “potrebbe rappresentare” o “potrebbe essere causata”, senza che siano riportati gli esiti di ulteriori accertamenti tecnici.

Un altro punto contestato riguarda l’attribuzione della classe D a tutti e sette gli alberi, che, secondo il consigliere, non sarebbe accompagnata da una motivazione dettagliata per ciascun esemplare. In particolare, quattro delle piante sarebbero state valutate congiuntamente, senza un’analisi individuale adeguatamente documentata.

Nella diffida viene inoltre evidenziato come non risulterebbero analizzate in modo approfondito eventuali alternative all’abbattimento, quali interventi di manutenzione o potature differenziate, né sarebbero esplicitate le ragioni tecniche della loro esclusione.

Richiamando gli obblighi di motivazione previsti dalla Legge 241 del 1990, Vecoli sostiene che un provvedimento così incisivo debba poggiare su un’istruttoria completa e trasparente, soprattutto considerando il valore ambientale e paesaggistico delle alberature.

Per questo il consigliere diffida il Comune di Viareggio e Rfi dal procedere con gli abbattimenti fino al completamento di un riesame tecnico e amministrativo.

Tra le richieste avanzate figurano la sospensione immediata dei lavori, la comunicazione dell’eventuale data prevista per gli abbattimenti, la pubblicazione del provvedimento autorizzativo completo della documentazione tecnica, la verifica puntuale delle motivazioni che hanno portato all’attribuzione della classe di rischio per ciascun albero e, se necessario, l’affidamento di una nuova valutazione a un tecnico indipendente.

Infine, Vecoli avverte che, in assenza di un riscontro ritenuto adeguato, saranno valutate tutte le iniziative consentite dall’ordinamento, comprese eventuali richieste cautelari agli organi competenti, per tutelare il patrimonio arboreo e garantire la correttezza dell’azione amministrativa.

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