Cinque pini abbattuti e molte domande ancora aperte. È su questo fronte che Spazio Progressista ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lucca, trasmesso anche ai Carabinieri Forestali, alla Soprintendenza e al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, chiedendo di verificare la correttezza dell’iter amministrativo che ha portato all’autorizzazione per il taglio degli alberi della scuola “Pascoli”.
Il gruppo politico precisa di non essere contrario agli abbattimenti quando siano realmente necessari, ma chiede che prima di arrivare al taglio vengano valutate tutte le possibilità per salvare gli alberi e che ogni abbattimento sia accompagnato da adeguate piantumazioni compensative.
“Gli alberi, come le persone, non sono eterni – sottolinea Spazio Progressista – ma rappresentano un patrimonio della collettività. Prima di abbatterli vorremmo essere certi che siano state percorse tutte le strade possibili per salvarli e che a ogni taglio corrisponda davvero una nuova piantumazione”.
Al centro dell’esposto non c’è soltanto la vicenda dei cinque pini della scuola Pascoli, ma anche una questione più ampia: quanti alberi sono stati abbattuti negli ultimi anni a Viareggio e quanti sono stati effettivamente ripiantati?
Secondo Spazio Progressista, la città avrebbe bisogno di dati pubblici sul saldo del proprio patrimonio arboreo. “Gli alberi vengono tagliati con una certa regolarità, mentre quelli nuovi sembrano molto meno presenti nella memoria dei cittadini”, afferma il gruppo, citando diversi casi in città, dalle scuole Lambruschini fino a via Garibaldi, via Trento, via Virgilio, via Paolo Savi in Darsena e via San Francesco.
Un altro punto contestato riguarda il Regolamento del Verde comunale, risalente al 2005. Secondo Spazio Progressista, quel testo sarebbe ormai superato rispetto alle normative e alle strategie ambientali più recenti, dalla legge sul verde urbano alla riforma dell’articolo 9 della Costituzione, fino alle politiche europee sulla biodiversità.
“Mentre il mondo cambia, il regolamento resta fermo a vent’anni fa”, sostiene il gruppo, ricordando anche che lo stesso regolamento prevede una sanzione tra 250 e 500 euro per chi non provvede alla ripiantumazione prevista come compensazione.
“Viene spontaneo chiedersi se oggi il valore attribuito a un albero adulto abbattuto sia davvero questo. Noi crediamo di no”, prosegue Spazio Progressista, che definisce gli alberi non un semplice elemento di arredo urbano, ma una vera infrastruttura verde, capace di produrre ossigeno, assorbire anidride carbonica, mitigare le temperature estive e migliorare la qualità dell’aria.
La richiesta ora è soprattutto una: trasparenza.
“Non chiediamo processi mediatici – conclude Spazio Progressista – chiediamo che i cittadini sappiano qual è il saldo del patrimonio arboreo di Viareggio. Se l’impressione che gli alberi spariscano più velocemente di quanto ricrescano fosse soltanto una sensazione, sarà interesse dell’Amministrazione dimostrarlo con i dati. Se invece così non fosse, il problema riguarderebbe il futuro ambientale della città”.
“Il verde pubblico non appartiene all’Amministrazione di turno: appartiene ai cittadini e alle future generazioni”, conclude il gruppo.