Ha visto due predatori piombare sul suo gregge e, senza pensarci due volte, si è lanciata in loro difesa. Bastone in mano e poi pietre raccolte da terra, ha cercato di allontanarli fino all’arrivo dei cani da pastore maremmani, che hanno messo in fuga gli animali. È il drammatico episodio vissuto da Cinzia Angiolini, allevatrice delle Valli di Zeri, in Lunigiana, costretta successivamente a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
L’attacco è avvenuto in pieno giorno mentre la donna accompagnava il gregge verso i pascoli. Due lupi, o presunti ibridi, sono usciti improvvisamente dalla vegetazione e hanno aggredito le pecore a pochi metri da lei.
Nel tentativo di salvare gli animali, l’allevatrice si è frapposta tra i predatori e il gregge, riuscendo inizialmente a far desistere uno dei due. Durante quei concitati momenti è però caduta a terra e ha vissuto attimi di grande paura, fino a quando i suoi cani maremmani sono intervenuti costringendo i lupi alla fuga.
L’attacco ha lasciato il segno anche sul gregge: una pecora ha riportato gravissime ferite a una zampa, mentre nei giorni precedenti erano già scomparsi diversi capi, circostanza che aveva spinto la donna ad accompagnare personalmente gli animali al pascolo.
L’episodio è stato reso noto da Coldiretti Toscana, che torna a chiedere interventi urgenti per contenere i danni provocati dalla presenza di lupi e ibridi nelle aree rurali. L’associazione sollecita la Regione Toscana a rendere operativi strumenti di dissuasione e ricorda che sono in fase di avvio progetti dedicati al monitoraggio dei predatori e alla protezione degli allevamenti.
Per Cinzia Angiolini, che da decenni porta avanti la tradizione della pecora zerasca, quanto accaduto rappresenta un episodio senza precedenti. Una vicenda che, secondo Coldiretti, riaccende il confronto sulla convivenza tra attività pastorale e fauna selvatica nelle aree montane della Toscana.
