Pini abbattuti, Vecoli attacca: “Dietro la sicurezza potrebbe esserci una scelta economica”

La battaglia sugli abbattimenti dei pini in città si sposta sul terreno delle relazioni tecniche, dei costi e delle scelte dell’amministrazione. A intervenire è Jan Vecoli, capogruppo in Consiglio Comunale di Viareggio per Fermi Mai, che torna a contestare quella che definisce una politica di “taglio sistematico dei pini” e chiede chiarezza sulla reale necessità di procedere con gli abbattimenti.

“L’opposizione che stiamo conducendo al taglio sistematico dei pini in città viene contrastata da chi amministra (e da chi ha amministrato) adducendo problemi di sicurezza”, sostiene Vecoli. Ma il capogruppo precisa: “La nostra priorità è sempre la sicurezza della cittadinanza, ma questo non esclude che si possa salvaguardare il patrimonio arboreo”.

Secondo Vecoli, il nodo riguarda soprattutto il contenuto delle relazioni tecniche. “Non descrivono, per tutte le piante interessate, situazioni di pericolosità supportate da prove strumentali e da motivazioni specifiche riferite a ciascun esemplare”, afferma.

I pini di via Cei

Il capogruppo di Fermi Mai entra quindi nel dettaglio dei diversi casi. Per i pini di via Cei, “già quasi tutti abbattuti”, cita la relazione dell’agronoma Serena Aglietti, secondo la quale tutte le alberature sarebbero state inserite in classe D, con prescrizione di abbattimento.

“Lo fa, però, senza riportare prove strumentali specifiche per ciascun esemplare e nonostante nella stessa relazione, a proposito della potatura, scriva che “la potatura è da sconsigliare in quanto danneggerebbe l’estetica delle alberature stesse””, sostiene Vecoli.

Da qui la domanda politica: “È quindi legittimo chiedere come si sia arrivati alla medesima conclusione per tutte le piante“.

Il caso dei pini di via Pascoli

Altra questione riguarda i pini di via Pascoli. “Solo uno, a quanto sappiamo, aveva problemi di pericolosità. Ma ho fatto accesso agli atti e sto ancora aspettando la risposta”, spiega Vecoli.

Il capogruppo pone inoltre un’altra domanda all’amministrazione: “I consulenti del Comune avrebbero formulato anche una proposta alternativa: è stata valutata? E, se è stata esclusa, con quali motivazioni?“.

Via Sant’Andrea: il pino e il progetto dei lavori

Nel mirino finisce anche il pino di via Sant’Andrea. Secondo Vecoli, la relazione dell’agronomo Bertolini descriverebbe “una pianta in buona vigoria” collocandola in classe B-C e prescrivendo ulteriori prove che, sostiene il capogruppo, “non risultano mai essere state effettuate”.

A modificare lo scenario sarebbe stata successivamente l’ipotesi progettuale di MOVER, che prevede il taglio delle radici senza sviluppare, secondo Vecoli, una soluzione alternativa per conservarle.

“È soltanto la successiva ipotesi progettuale di MOVER, che prevede il taglio delle radici senza sviluppare una soluzione alternativa per conservarle, a far prospettare il passaggio della pianta in classe D”, afferma. “Ma come conseguenza dei lavori e non per un peggioramento autonomo delle sue condizioni“.

“Quanto pesa davvero il fattore economico?”

Ed è proprio qui che, secondo Vecoli, si aprirebbe un’altra questione.

“Il problema sembra allora essere un altro: i costi di gestione delle piante, che necessitano di manutenzione, di non avere le radici affogate e di modificare i sottoservizi e i progetti stradali. Tutte cose che hanno un costo superiore all’abbattimento”.

Da qui l’interrogativo più pesante: “È legittimo chiedersi quanto, dietro le ragioni di sicurezza, pesi in realtà una scelta economica“.

L’accordo quadro per la Pineta di Ponente

Vecoli solleva dubbi anche sull’accordo quadro per la manutenzione della Pineta di Ponente.

“Inizialmente previsto per 200mila euro, è stato poi ridotto a 137mila euro, cosa che fa pensare che sia stato fatto per procedere con un affidamento diretto sotto soglia”, sostiene.

Il capogruppo evidenzia anche la tempistica: “Il progetto è stato presentato il 7 agosto e approvato il giorno successivo”.

E chiede chiarimenti: “A cosa è dovuto il minor costo? Perché si è scelto di non andare a gara?“.

“Ora è partita la campagna di terrore”

Nel finale del suo intervento, Vecoli alza ulteriormente i toni e accusa chi si oppone agli abbattimenti di essere sottoposto a una sorta di pressione politica.

Ora invece è partita la campagna di terrore“, afferma. “Addirittura qualcuno di piuttosto importante in città ha scritto che chi si oppone agli abbattimenti si deve prendere la responsabilità in caso di danni a persone o cose”.

A questo proposito rivolge un invito anche agli amministratori di maggioranza: “Invito tutti gli amministratori, anche quelli di maggioranza, visto che hanno diritto di accedere agli atti come noi, a chiedere le relazioni, a leggerle, a capirle o a farsi aiutare da un tecnico se non sono chiare“.

“Proprio come ho fatto io”, aggiunge, ricordando di aver studiato archeologia all’università.

“Serve un censimento del patrimonio arboreo”

La proposta politica di Fermi Mai guarda anche al futuro. “Nei prossimi mesi sarebbe auspicabile che l’amministrazione facesse un censimento dettagliato del patrimonio arboreo della città“, sostiene Vecoli.

Una necessità che, secondo il capogruppo, assume un peso ancora maggiore alla luce dei cambiamenti climatici.

“Non è una questione da poco in tempi di cambiamenti climatici feroci. Grandi città hanno già iniziato da quindici anni un lavoro di creazione di barriere di verde urbano diffuso per combattere il caldo”.

Infine, la promessa di continuare la battaglia politica: “Il nostro lavoro di opposizione andrà avanti chiedendo atti, studiando i casi e lavorando per il bene pubblico e per i beni comuni, con serietà e attenzione, senza farci intimorire da chicchessia“.

Ti protrebbe interessare

Nuova governance per il Festival Pucciniano: Miracolo resta presidente, quattro nuovi nomi nel Consiglio

Pini di via Cei salvi, dopo la diffida di Jan Vecoli arriva lo stop: “Abbattimento sospeso”

Cinque pini abbattuti alla scuola Pascoli a Viareggio, Spazio Progressista porta il caso in Procura