PIOMBINO — La tecnica è quella ormai tristemente nota del “finto carabiniere”, ma questa volta l’intervento tempestivo dei veri militari ha permesso di individuare i presunti responsabili e recuperare l’intera refurtiva. Due uomini di 40 e 46 anni, entrambi originari della Campania, sono stati arrestati dai Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piombino con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana.
La vicenda è iniziata nella tarda mattinata, quando la donna ha ricevuto una telefonata da una persona che si è presentata come appartenente all’Arma. Il sedicente carabiniere le ha raccontato di dover effettuare un controllo sui gioielli in suo possesso, sostenendo che fosse necessario verificarne un’eventuale corrispondenza con la refurtiva di una gioielleria.
Circa dieci minuti più tardi, un uomo si è presentato alla porta dell’anziana e, fingendosi anche lui un carabiniere, le ha chiesto di consegnargli i preziosi per effettuare la verifica. La donna, convinta di parlare con un rappresentante delle forze dell’ordine, gli ha consegnato i gioielli.
L’uomo si è quindi allontanato con il bottino, facendo perdere rapidamente le proprie tracce. Quando l’anziana ha capito di essere stata vittima di una truffa, ha contattato il figlio, che ha immediatamente chiamato il 112.
La segnalazione ha fatto scattare le ricerche coordinate dalla Centrale Operativa di Piombino. I militari della Sezione Operativa, insieme ai colleghi del pronto intervento, hanno avviato gli accertamenti anche attraverso l’analisi delle telecamere comunali presenti nelle zone interessate.
Gli investigatori sono così riusciti a risalire a un’auto sospetta, individuata e fermata in località Gagno. A bordo c’erano i due uomini, già segnalati per precedenti episodi. La perquisizione del veicolo ha permesso di trovare circa 350 grammi di monili in oro, ritenuti riconducibili alla truffa appena commessa, oltre a una falsa ricevuta con la firma dell’anziana.
La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla legittima proprietaria. I due uomini sono stati arrestati e accompagnati in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’arresto è stato successivamente convalidato e i due si trovano tuttora detenuti in attesa del primo giudizio.
Nel rispetto dei diritti degli indagati, le persone coinvolte devono essere considerate presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
I consigli dei Carabinieri
L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane e delle fasce più vulnerabili. I Carabinieri invitano a prestare la massima attenzione davanti a richieste insolite di denaro, gioielli o altri beni, soprattutto quando arrivano da persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine o ad altre istituzioni.
Mai aprire la porta a sconosciuti, diffidare delle apparenze e, in caso di dubbio, interrompere immediatamente la conversazione e chiedere aiuto.
Particolare attenzione anche alle telefonate provenienti da numeri apparentemente riconducibili a caserme o uffici istituzionali: le tecniche di clonazione delle numerazioni possono infatti far apparire sul display un numero credibile. Il consiglio è di chiudere la chiamata sospetta e richiamare direttamente il numero ufficiale per verificare l’identità dell’interlocutore.
In caso di sospetti, è fondamentale chiamare subito il 112 e segnalare quanto accaduto. Conoscere i meccanismi ricorrenti delle truffe è infatti uno dei primi strumenti per riuscire a riconoscerle e difendersi.