Paura in una casa popolare: crolla il soffitto, madre e bimba di 4 anni salve per miracolo

LIVORNO – Pochi secondi possono fare la differenza tra una tragedia e uno scampato pericolo. È quanto accaduto in un appartamento di piazza Barriera Garibaldi, dove una parte del solaio del bagno è improvvisamente crollata mentre in casa si trovavano una madre e la figlia di appena quattro anni.

Il cedimento ha interessato oltre un metro quadrato di intonaco, che si è staccato dal soffitto precipitando sul pavimento. La bambina aveva appena chiesto alla mamma di accompagnarla in bagno. Le due erano entrate da pochissimo quando il materiale è venuto giù. Nessuna delle due è rimasta ferita, ma la paura è stata enorme.

A rendere ancora più delicata la vicenda sono le segnalazioni sulle infiltrazioni d’acqua che, secondo quanto riferito da Asia-Usb, erano già state presentate dalla famiglia. L’alloggio era stato assegnato dall’Ufficio casa nel settembre 2025 e consegnato da Casalp nel dicembre dello stesso anno. Il problema delle infiltrazioni era stato segnalato più volte e, in particolare, sarebbe stata presentata una nuova segnalazione il 6 maggio scorso, proprio nella zona interessata dal successivo distacco dell’intonaco.

Dopo il crollo, la madre, ancora sotto choc, ha contattato il sindacato degli inquilini Asia-Usb, che segue la famiglia. È stato quindi chiesto l’intervento dei vigili del fuoco, arrivati nell’abitazione per verificare le condizioni dell’immobile. Al termine degli accertamenti, l’appartamento è stato dichiarato inagibile.

La famiglia è stata così costretta a lasciare temporaneamente la propria casa. Per la notte immediatamente successiva all’accaduto è stata Asia-Usb a occuparsi della sistemazione, mentre dal 23 agosto è prevista l’albergazione organizzata dagli uffici comunali.

L’episodio riporta però al centro dell’attenzione il problema della manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Asia-Usb chiede di capire perché le infiltrazioni già segnalate non abbiano portato a un intervento risolutivo prima che una parte del soffitto cedesse.

Nel mirino del sindacato ci sono soprattutto i controlli effettuati prima della consegna dell’alloggio, la gestione delle segnalazioni degli inquilini e le verifiche sulla sicurezza degli appartamenti. La richiesta è stata rivolta al Comune, all’assessore alla casa Raspanti, all’Ufficio casa e ai vertici di Casalp, compresi il presidente Canovaro e il dirigente De Luca.

Asia-Usb chiede inoltre di sapere quanti altri alloggi possano presentare problemi analoghi e quali controlli siano previsti per evitare che episodi simili possano ripetersi.

“Apprezziamo gli interventi messi in campo dopo l’accaduto – sottolinea il sindacato – ma il problema è ciò che avrebbe dovuto essere fatto prima”.

Una domanda che resta sul tavolo è dunque quella legata alle precedenti infiltrazioni: se erano state segnalate, perché si è arrivati al distacco dell’intonaco?

Per fortuna, questa volta, il crollo non ha provocato feriti. Ma il pensiero corre inevitabilmente a quei pochi secondi: se madre e bambina fossero rimaste in quel punto qualche istante in più, il bilancio avrebbe potuto essere drammaticamente diverso.

Ora la famiglia dovrà affrontare i disagi legati all’inagibilità dell’abitazione, mentre Asia-Usb annuncia che continuerà a seguirla e chiede che vengano accertate eventuali responsabilità e adottate soluzioni concrete.

Perché una casa popolare non deve essere soltanto un’abitazione assegnata a una famiglia in difficoltà: deve essere, prima di tutto, una casa sicura.

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