Maxi sequestro di sigarette di contrabbando: 125 chili nascosti tra auto e abitazione

PRATO – Centoventicinque chili di sigarette di contrabbando sono stati sequestrati a Prato, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica, guidata dal procuratore capo Luca Tescaroli, e condotta con il supporto della Guardia di Finanza.

L’operazione nasce da un’indagine finalizzata a contrastare il fenomeno del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, un’attività criminale che, oltre a danneggiare il mercato legale e la concorrenza, consente l’immissione sul territorio nazionale di prodotti che non possono essere commercializzati in Italia o nell’Unione Europea.

Gli investigatori hanno individuato due cittadini cinesi, di 49 e 58 anni, mentre stavano movimentando una consistente quantità di merce. I due sono stati sorpresi in via Edoardo Chiti mentre caricavano undici voluminosi colli nel bagagliaio di una Volkswagen Touran. Successivamente, la merce è stata trasportata e scaricata nell’abitazione di uno dei due.

I primi controlli hanno permesso di accertare che all’interno degli scatoloni erano custodite stecche di sigarette prive dei contrassegni dei Monopoli di Stato, elemento che ha fatto scattare ulteriori accertamenti.

La perquisizione è stata quindi estesa all’abitazione, situata nella zona del Macrolotto Zero, dove gli uomini delle Fiamme Gialle hanno trovato altri scatoloni contenenti ingenti quantitativi di sigarette della stessa tipologia.

Alla fine delle operazioni sono stati posti sotto sequestro circa 6.500 pacchetti, riconducibili sia a marchi internazionali conosciuti sia a produttori cinesi i cui prodotti, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non sono normalmente commercializzati sul mercato italiano.

Sigarette prodotte clandestinamente

Secondo la ricostruzione investigativa, le sigarette sarebbero state prodotte all’estero in una fabbrica clandestina e successivamente introdotte in Italia attraverso attività di importazione e detenzione sul territorio nazionale.

La merce, sempre secondo quanto emerso dall’indagine, sarebbe stata destinata al rifornimento di diversi locali e acquirenti presenti sul territorio.

La quantità sequestrata e le modalità di movimentazione hanno portato gli investigatori a ipotizzare l’esistenza di un vero e proprio circuito commerciale, inserito in un fenomeno che la Procura considera in evoluzione.

Il procuratore capo Luca Tescaroli sottolinea infatti come si tratti di un business che presenta elementi di novità rispetto alle modalità conosciute in passato e che evidenzia la molteplicità degli interessi della criminalità cinese.

Prodotti potenzialmente dannosi

Un ulteriore elemento emerso durante l’analisi della merce riguarda la composizione dei prodotti sequestrati.

Le sigarette, secondo gli accertamenti effettuati, non risulterebbero conformi ai parametri previsti dalla normativa e potrebbero quindi rappresentare un potenziale rischio per la salute dei consumatori.

Il sequestro assume dunque una duplice valenza: da una parte il contrasto al mercato clandestino dei tabacchi, dall’altra la tutela dei consumatori rispetto a prodotti che sfuggono ai controlli previsti per quelli regolarmente immessi sul mercato.

L’attività investigativa è stata condotta con il prezioso supporto dei militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Prato. Il sequestro è stato eseguito, in particolare, dai militari della Sezione Antiterrorismo – Pronto Impiego del Gruppo della Guardia di Finanza di Prato.

La Procura, nel comunicare l’operazione, ha scelto di non rendere noti i nominativi degli indagati né elementi che possano consentirne l’identificazione, nel rispetto delle esigenze investigative e per evitare un pregiudizio reputazionale prima degli eventuali sviluppi giudiziari.

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