Stretta della Finanza a Firenze sull’economia sommersa: 348 irregolarità in quattro mesi

FIRENZE – Controlli mirati, analisi preventive e un’attenzione particolare ai settori maggiormente esposti al rischio di irregolarità. È il bilancio dell’attività di controllo economico-finanziario condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze tra maggio e agosto, con un dispositivo rafforzato durante la stagione estiva.

Sono stati 577 gli interventi complessivamente eseguiti, 348 dei quali si sono conclusi con la contestazione di irregolarità: oltre sei controlli su dieci. Un dato che, spiegano le Fiamme Gialle, non deve essere letto come fotografia di una diffusa illegalità, ma come il risultato della selezione preventiva degli obiettivi effettuata attraverso l’incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati e l’osservazione delle realtà economiche sul territorio.

L’obiettivo, infatti, è evitare controlli indiscriminati e concentrare uomini e risorse laddove emergano concreti indicatori di rischio, tutelando allo stesso tempo cittadini, consumatori, lavoratori e imprese che operano correttamente.

Pagamenti elettronici e ricavi non dichiarati

Una parte consistente dell’attività ha riguardato la corretta certificazione dei ricavi e il rispetto degli obblighi relativi ai pagamenti elettronici.

Su 500 controlli effettuati, 314 hanno evidenziato violazioni, per un ammontare complessivo delle sanzioni di circa 300mila euro.

Tra gli episodi scoperti, quello di un esercente della provincia che applicava ai clienti un sovrapprezzo di pochi euro quando il pagamento veniva effettuato con carta, giustificandolo come recupero delle commissioni bancarie. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato il mancato collegamento tra il terminale Pos e il registratore telematico.

Una somma apparentemente minima, ma che può diventare tutt’altro che trascurabile se moltiplicata per numerose transazioni. Per questo l’esercente sarà sanzionato anche in base all’articolo 62 del Codice del consumo.

Il principio alla base dei controlli è chiaro: tutelare il consumatore significa anche proteggere le imprese che rispettano le regole e che rischiano di subire la concorrenza sleale di chi cerca di ottenere un vantaggio attraverso comportamenti irregolari.

Lavoro nero, 42 lavoratori senza contratto

Particolarmente significativo anche il fronte del lavoro sommerso.

Delle 48 imprese controllate, 23 sono risultate irregolari. Sono stati complessivamente identificati 85 lavoratori e, di questi, 42 sono risultati completamente in nero, senza contratto, comunicazioni obbligatorie e adeguate tutele previdenziali e assicurative.

Le sanzioni proposte ammontano complessivamente a circa 130mila euro.

Numeri dietro ai quali, sottolineano le Fiamme Gialle, ci sono persone private delle garanzie fondamentali previste dal rapporto di lavoro: tutele che diventano particolarmente importanti in caso di malattia, infortunio o perdita dell’occupazione.

Contrastare il lavoro nero significa quindi intervenire non soltanto sul piano delle violazioni, ma anche difendere la dignità e la sicurezza dei lavoratori e garantire condizioni di concorrenza corrette alle imprese che assumono regolarmente, pagano contributi e imposte e sostengono i costi della legalità.

Canone Rai, controlli anche nelle attività ricettive

I finanzieri hanno inoltre verificato il corretto assolvimento degli obblighi relativi al canone di abbonamento radiotelevisivo per uso speciale.

Sono stati 29 i controlli eseguiti nei confronti di esercizi pubblici e strutture ricettive, con 11 irregolarità accertate e sanzioni per circa 1.150 euro.

Un mercato più trasparente

Il bilancio dell’attività estiva restituisce così una fotografia di un’azione di controllo costruita attraverso la selezione degli obiettivi e l’utilizzo delle informazioni disponibili, con l’intento di concentrare gli interventi sui fenomeni più esposti al rischio di evasione e irregolarità.

Un’attività che punta a difendere chi rispetta le regole: dal consumatore all’imprenditore, dal lavoratore all’operatore economico.

Perché evasione, lavoro nero e comportamenti commerciali scorretti non producono soltanto un danno alle casse pubbliche, ma alterano anche le condizioni di concorrenza, creando un vantaggio indebito per chi sceglie di aggirare le regole.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze continuerà anche nei prossimi mesi l’attività di vigilanza economico-finanziaria sul territorio.

Per segnalare situazioni sospette è disponibile il numero di pubblica utilità 117, attraverso il quale cittadini e operatori possono contribuire alla tutela dell’economia legale, dei consumatori, dei lavoratori e delle imprese che operano nel rispetto delle norme.

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