PISTOIA – Venticinque lavoratori completamente in nero, altri quattro irregolari, circa 280 mila euro di ricavi non dichiarati e sanzioni amministrative in materia di lavoro per circa 200 mila euro. È il bilancio dei controlli effettuati durante il periodo estivo dalla Guardia di Finanza di Pistoia e Montecatini Terme nell’ambito della lotta al lavoro sommerso e all’evasione fiscale.
Le verifiche, disposte dal Comando Provinciale di Pistoia, hanno interessato complessivamente quattro attività economiche della Valdinievole e della piana pistoiese. Le Fiamme Gialle hanno indirizzato i controlli anche sulla base di specifiche analisi di rischio e del monitoraggio dei social network, considerati ormai uno degli strumenti attraverso i quali individuare attività economiche non regolari.
Proprio da uno screening online è partito uno degli interventi più significativi. Nel mirino è finito un evento serale pubblicizzato sui social, promosso da un’associazione campana attiva nell’organizzazione di eventi e ospitato in una struttura ricettiva della Valdinievole.
Quando i finanzieri della Compagnia di Montecatini Terme sono entrati nella struttura, hanno trovato 10 lavoratori privi della preventiva comunicazione di assunzione, ai quali si sono aggiunti altri quattro lavoratori impiegati con contratti a chiamata risultati irregolari.
Tra i lavoratori completamente in nero c’era anche un cittadino bengalese presente in Italia per motivi umanitari, ma privo di un titolo che gli consentisse di lavorare.
Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere una situazione significativa anche sotto il profilo fiscale. Il soggetto economico controllato risultava infatti sconosciuto al fisco per gli anni 2022 e 2023, con oltre 280 mila euro di ricavi non dichiarati.
Sul fronte del lavoro sono state contestate sanzioni amministrative che, nel massimo, arrivano a circa 130 mila euro. Il titolare è stato inoltre segnalato alla Procura di Pistoia per l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e per la violazione della normativa sull’immigrazione.
Gli altri controlli si sono concentrati invece nell’area della provincia di Pistoia al confine con quella di Prato, dove la Guardia di Finanza ha rivolto particolare attenzione al settore tessile e manifatturiero.
In tre aziende gestite da imprenditori di origine cinese, individuate attraverso specifiche analisi di rischio, i finanzieri hanno trovato complessivamente 15 lavoratori in nero, tutti di origine cinese.
Di questi, 10 erano privi del permesso di soggiorno. Per uno dei lavoratori, ricorrendone i presupposti previsti dalla legge, è scattata l’espulsione con accompagnamento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Caltanissetta.
Anche in questo caso sono state contestate sanzioni amministrative in materia giuslavoristica, per un importo complessivo di circa 60 mila euro. Due dei tre titolari delle attività controllate sono stati inoltre segnalati all’Autorità giudiziaria pistoiese per l’impiego di manodopera clandestina.
Tutte e quattro le attività sottoposte a controllo sono state segnalate all’Ispettorato territoriale del lavoro di Pistoia per l’adozione della sospensione temporanea dell’attività imprenditoriale, prevista nei casi in cui la presenza di lavoratori in nero superi il 10% del personale subordinato presente.
L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza di Pistoia sul fenomeno del lavoro sommerso, dell’evasione fiscale e dello sfruttamento della manodopera. Un fenomeno che, oltre a danneggiare i lavoratori, altera la concorrenza e penalizza le imprese che operano rispettando le regole.
Per le persone sottoposte a indagine vale, naturalmente, il principio della presunzione di innocenza: le eventuali responsabilità saranno definitivamente accertate solo con una sentenza irrevocabile di condanna.
