MASSAROSA – Un progetto politico che mette al centro chi vive del proprio lavoro, con l’obiettivo di ridurre il costo della vita attraverso il rafforzamento dei servizi pubblici e una diversa redistribuzione delle risorse. In vista delle elezioni amministrative del 2027, il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Massarosa presenta le proprie proposte e apre il confronto con le forze politiche e sociali democratiche del territorio.
Il punto di partenza è la particolare caratteristica di Massarosa, descritta da Rifondazione come un Comune di pendolari: ogni giorno molti lavoratori si spostano verso Lucca, Pisa e Viareggio, mentre sul territorio devono fare i conti con un costo della vita sempre più elevato. Il Comune, secondo il partito, non può intervenire direttamente sui salari, ma può decidere come utilizzare le risorse pubbliche e come intervenire sulla fiscalità per sostenere concretamente chi lavora.
La filosofia del programma viene riassunta in una frase: “Più servizi pubblici, meno contributi economici”. L’idea è quella di affrontare i bisogni alla radice, attraverso servizi come scuola, trasporto e casa, anziché affidarsi principalmente all’erogazione di contributi in denaro.
Lavoro e costo della vita
Sul fronte occupazionale Rifondazione propone lo stop a subappalti e licenziamenti collettivi negli appalti comunali, sostenendo che chi lavora per il Comune debba avere un’occupazione stabile e dignitosa.
Il programma prevede inoltre il sostegno al commercio di vicinato e all’agricoltura locale, con l’obiettivo di disincentivare l’utilizzo di pesticidi e fitofarmaci ritenuti inquinanti.
Tra le proposte figura anche l’apertura di uno sportello comunale per il caro-bollette e la promozione di reti di economia solidale capaci di mettere in relazione produttori e consumatori.
Casa, nuove abitazioni popolari e emergenza abitativa
Per affrontare il problema della casa, Rifondazione propone un piano quinquennale per la realizzazione di nuove case popolari, da finanziare anche attraverso una imposta di scopo destinata a colpire seconde case e aree edificabili, lasciando fuori le abitazioni principali.
Per l’emergenza abitativa viene proposta una politica finalizzata a permettere alle persone di uscire dal disagio e non a creare una dipendenza dai contributi. L’erogazione di denaro, secondo il programma, dovrebbe diventare una extrema ratio, mentre la priorità dovrebbe essere assegnata ai servizi pubblici capaci di affrontare direttamente il problema.
Scuola e servizi educativi
Ampio il capitolo dedicato alla scuola. Rifondazione propone di aumentare progressivamente la fascia di gratuità dei servizi pubblici, superando gradualmente la logica dell’ISEE come filtro per l’accesso.
Tra le proposte c’è la reinternalizzazione graduale del servizio mensa, con la tutela dei posti di lavoro esistenti e la riapertura delle cucine interne.
Il programma prevede inoltre il potenziamento del trasporto scolastico, attraverso l’aumento dei pulmini e la garanzia della copertura di tutte le frazioni.
Particolare attenzione viene riservata alla manutenzione degli edifici scolastici, con un piano di manutenzione straordinaria delle scuole, indicato anche come strumento di prevenzione rispetto a situazioni che possono portare a chiusure, come quella verificatasi a Stiava.
Rifondazione propone poi il comodato d’uso dei libri di testo per tutti gli studenti, così da alleggerire le famiglie dal costo che ogni anno devono sostenere per l’acquisto dei libri.
Sul fronte dei servizi per l’infanzia viene indicata la reinternalizzazione graduale dei nidi d’infanzia, anche in questo caso con la tutela dei posti di lavoro esistenti, per permettere di programmare i posti disponibili sulla base dei bisogni reali delle famiglie e non delle logiche di mercato.
Infine, il programma prevede una lotta all’abbandono scolastico e l’impegno a realizzare uno studio di fattibilità per l’apertura di un liceo sul territorio comunale.
Un patto con le attività economiche
Rifondazione propone anche un patto sociale con le attività economiche.
L’idea è che il Comune lavori per creare le condizioni necessarie ad aumentare il giro d’affari del territorio attraverso infrastrutture, viabilità, rigenerazione urbana e semplificazione burocratica.
In cambio, le categorie economiche dovrebbero contribuire alla comunità attraverso una fiscalità ritenuta più equa e destinata a finanziare i servizi pubblici per i lavoratori.
Un rapporto che Rifondazione definisce un patto tra chi produce e chi lavora, e non un semplice scambio tra tasse e favori.
Territorio, ambiente e infrastrutture
Nel programma trova spazio la riqualificazione dei centri storici delle frazioni, attraverso interventi mirati di rigenerazione urbana.
Sul fronte della viabilità viene indicata la Variantina di Piano del Quercione, ritenuta dal partito una soluzione che da sola potrebbe contribuire a risolvere numerosi problemi. Rifondazione esprime invece perplessità su altri tracciati, considerati portatori di “grosse criticità”.
Per la mobilità viene chiesto il potenziamento della ferrovia, con un aumento delle fermate alla stazione di Massarosa-Bozzano e la trasformazione della linea ferroviaria Viareggio-Lucca in un servizio metropolitano.
Anche le piste ciclabili entrano nel programma, ma con una precisa impostazione: Rifondazione chiede collegamenti realmente funzionali tra le frazioni e con Viareggio, criticando le infrastrutture che si interrompono senza creare una rete effettivamente utilizzabile.
Per le baracche del padule, la proposta è una semplificazione burocratica per chi intende riqualificarle, accompagnata da maggiore severità nei confronti di chi invece le abbandona.
Per l’area delle Bocchette, Rifondazione propone una destinazione esclusiva a servizi pubblici, come gli impianti sportivi, escludendone l’utilizzo per grandi eventi a scopo di lucro.
Infine il tema dell’acqua pubblica: il partito chiede la piena attuazione del referendum del 2011 e propone un’azione politica per trasformare GAIA in una società consortile, indicando come riferimento il modello adottato a Napoli.
Associazionismo e partecipazione
L’ultima parte del programma è dedicata alla partecipazione dei cittadini.
Rifondazione chiede un sostegno vero e trasparente all’associazionismo per le attività istituzionali, anche attraverso la messa a disposizione di spazi e strutture pubbliche. L’obiettivo dichiarato è superare la logica dei “bandi a pioggia”, che secondo il partito rischia di trasformare le associazioni in piccole imprese.
Viene proposta inoltre la riapertura dei centri civici, soprattutto per i giovani, con spazi di aggregazione libera non legati esclusivamente al consumo e distribuiti nelle diverse frazioni.
Tra le proposte più concrete c’è un bilancio partecipativo da 100mila euro all’anno, da decidere attraverso assemblee di frazione e votazione online.
Rifondazione propone anche una riforma dei Comitati di Rappresentanza Locale, con orari più flessibili per consentire la partecipazione ai lavoratori pendolari, possibilità di partecipazione telematica e una maggiore attenzione a temi specifici come trasporti e servizi.
Infine, la proposta di una partecipazione defin
