Diciassette arresti, 23 perquisizioni e un’enorme quantità di materiale pedopornografico sequestrato. È il bilancio dell’operazione “Fly Trap”, una complessa indagine della Polizia di Stato che ha portato alla luce una rete transnazionale attiva online attraverso gruppi privati su Telegram.
Nell’inchiesta è stata impegnata anche la Polizia Postale di Firenze, insieme ai Centri operativi e alle Sezioni operative di numerose città italiane. Complessivamente sono stati impiegati oltre 100 operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, era partita nel 2024 dopo una segnalazione arrivata dagli Stati Uniti. Al centro degli accertamenti era finito un gruppo privato di Telegram denominato “New Saga”, utilizzato, secondo gli investigatori, per la diffusione di materiale pedopornografico.
Gli specialisti sono riusciti a ricostruire progressivamente il funzionamento della comunità online e, attraverso un’attività sotto copertura protrattasi tra il 2024 e il 2025, a entrare in contatto con gli amministratori. I gruppi venivano ricreati con nuove denominazioni dopo le chiusure, mentre per le comunicazioni più riservate venivano utilizzati canali privati.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la comunità aveva raggiunto oltre mille partecipanti. L’accesso sarebbe stato regolato anche attraverso pagamenti in criptovaluta oppure mediante la condivisione di nuovo materiale illecito.
I numeri dell’inchiesta restituiscono la dimensione dell’attività investigativa: durante le operazioni sotto copertura sono stati acquisiti circa 282,9 gigabyte di materiale, con oltre 22mila video e 34mila immagini.
Le indagini hanno consentito di individuare amministratori e partecipanti della rete. Sono state eseguite sei misure cautelari, una delle quali successivamente trasformata in arresti domiciliari per le condizioni di salute dell’indagato, oltre a un fermo di indiziato di delitto.
A questi provvedimenti si sono aggiunti 10 arresti in flagranza, scattati durante le perquisizioni quando gli investigatori avrebbero trovato ingenti quantità di materiale pedopornografico, in alcuni casi nascosto all’interno di dispositivi e cartelle protette da sistemi di crittografia.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 200 dispositivi informatici, tra smartphone, tablet, computer e hard disk.
Un ulteriore sviluppo dell’indagine è arrivato dalla cooperazione con le autorità svizzere, che ha permesso di acquisire nuovi elementi nei confronti di un presunto amministratore. L’uomo, un 26enne incensurato individuato in provincia di Cremona, è stato sottoposto a fermo nella notte del 16 settembre.
Ma l’inchiesta non si ferma ai confini italiani. Gli investigatori hanno individuato 996 utenze riconducibili a Paesi esteri. Le informazioni sono state trasmesse alle autorità competenti attraverso i canali della cooperazione internazionale, con il supporto di Europol e la collaborazione di Interpol, anche per consentire l’identificazione delle eventuali vittime e l’attivazione delle procedure per la loro messa in sicurezza.
Secondo quanto comunicato dalla Polizia, diversi Paesi hanno già avviato attività investigative e in alcuni casi sono stati eseguiti arresti nei confronti di persone individuate tra gli utenti della rete. Il gruppo “New Saga” non risulta attualmente più attivo.
L’operazione ha visto quindi una forte componente investigativa e tecnologica, con il lavoro congiunto degli specialisti della Polizia Postale, della Polizia Scientifica e delle autorità straniere. Tra gli uffici territoriali coinvolti figura anche quello di Firenze, nell’ambito del dispositivo nazionale che ha consentito di intervenire contemporaneamente su più obiettivi.