PRATO – Due arresti in flagranza di reato nell’ambito di altrettanti interventi contro lo spaccio di stupefacenti. È quanto riferito dal Procuratore Capo di Prato, dottor Luca Tescaroli.
Il primo intervento ha riguardato un 22enne di nazionalità marocchina, irregolare sul territorio italiano, fermato dopo un inseguimento avvenuto lungo via Montalese.
Durante la fuga il giovane avrebbe provocato il danneggiamento di un’auto parcheggiata e della vettura di servizio. Una volta bloccato, è stato trovato in possesso di dieci panetti di hashish per un peso complessivo superiore a un chilogrammo.
L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari di Prato, che ha disposto per il giovane il divieto di dimora a Prato e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il secondo arresto è avvenuto invece in via Strozzi e ha interessato un 29enne di nazionalità pakistana, accusato di detenzione di hashish finalizzata allo spaccio.
Nel corso dell’intervento sono stati recuperati diversi quantitativi di droga. In particolare, gli investigatori hanno trovato un involucro contenente circa 72 grammi di hashish, insieme alle chiavi di un’auto, a un bilancino di precisione e a un pacchetto di sigarette contenente altri due frammenti della stessa sostanza, del peso di circa 9 grammi e 1 grammo.
La successiva perquisizione personale ha permesso di sequestrare un ulteriore frammento di hashish, del peso di circa 19 grammi.
Gli accertamenti sono stati quindi estesi all’automobile della quale il giovane aveva le chiavi. Nel bagagliaio, all’interno di un vano portaoggetti laterale, è stato trovato un altro panetto di hashish del peso lordo di circa 102 grammi.
La perquisizione è stata infine estesa anche alla camera nella disponibilità dell’indagato, in una palazzina di via Carlo Livi. Qui gli investigatori hanno trovato materiale ritenuto compatibile con il confezionamento della droga e un secondo bilancino di precisione.
Anche in questo caso il Gip di Prato ha convalidato l’arresto, disponendo per il 29enne la misura cautelare del divieto di dimora.
La Procura ha precisato che, nel rispetto delle esigenze di tutela della reputazione degli interessati, non vengono fornite indicazioni ulteriori che possano consentirne l’identificazione.