Giorgio Del Ghingaro

“E invece parlo”: Del Ghingaro replica alle critiche e difende la sua libertà di esprimersi

VIAREGGIO – “E invece parlo”. Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Viareggio, torna sulle critiche rivolte ai suoi interventi pubblici riguardo alle vicende di Viareggio, Capannori e Lucca e affida ai social una replica dai toni decisi. A suo dire, alcuni commentatori contesterebbero il fatto che intervenga su realtà amministrative con le quali ha avuto rapporti diversi: Viareggio, dove non è più sindaco, Capannori, città nella quale è nato e ha vissuto e dove ha amministrato in passato, e Lucca, dove risiede e lavora ma che non ha mai amministrato.“Secondo alcuni commentatori della domenica non dovrei parlare di Viareggio perché non sono più sindaco, di Capannori, dove sono nato e ho vissuto, perché quell’esperienza si è conclusa da anni, e nemmeno di Lucca perché, pur abitandoci e lavorandoci, non l’ho mai amministrata”, scrive Del Ghingaro.L’ex primo cittadino considera questa impostazione contraddittoria e, con una citazione ironica riferita a Vincenzo De Luca, si domanda di quali argomenti gli sarebbe consentito occuparsi: “Non posso parlare dei posti dove sono stato sindaco perché non lo sono più, né di quelli dove non lo sono mai stato”.Del Ghingaro rivendica quindi il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, precisando che la sua bacheca social rappresenta lo spazio nel quale sceglie autonomamente cosa scrivere.”Sono libero e non devo rendere conto a nessuno delle mie opinioni. Questa è la mia bacheca e ci scrivo quello che penso”, afferma. Le sue posizioni, aggiunge, possono essere condivise oppure contestate, ma non ritiene che spetti ad altri stabilire gli argomenti sui quali può intervenire pubblicamente. “I geni di cui sopra possono essere d’accordo o dissentire, quello che non spetta a loro è decidere al posto mio di cosa possa o non possa parlare”, scrive ancora. La conclusione lascia poco spazio ai dubbi sulle sue intenzioni: Del Ghingaro annuncia che continuerà a intervenire pubblicamente senza chiedere autorizzazioni. “Continuerò a scrivere quello che voglio, quando voglio e come voglio”, ribadisce, chiudendo con una frase che riassume il senso della sua presa di posizione: “Non ho mai chiesto a nessuno il permesso di pensare e non comincerò certo adesso a chiedere il permesso di parlare”.

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