VIAREGGIO – Il Consiglio comunale di Viareggio si riunirà domani mattina, lunedì 21 settembre, ma sarà una seduta in parte “blindata” per la discussione sul caso Salemi. La mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Rodolfo Salemi sarà infatti affrontata in seduta segreta, secondo quanto previsto dall’articolo 47 del regolamento del Consiglio comunale.
Una decisione che ha suscitato perplessità e che porta al centro del dibattito anche il tema della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
A intervenire per primo è il Comitato di sezione dell’Anpi di Viareggio, che ha espresso le proprie considerazioni sulla scelta di ricorrere alla seduta segreta proprio per il punto relativo all’assessore.
L’Anpi riconosce che la decisione possa essere formalmente legittima, ma non la condivide sotto il profilo della partecipazione democratica. Secondo l’associazione, infatti, una scelta di questo tipo rischia di svilire il rapporto tra cittadini e istituzioni, soprattutto in un momento nel quale la partecipazione al voto è sempre più bassa.
L’associazione sostiene inoltre di trovare difficili da comprendere le motivazioni della scelta e parla di una mancata trasparenza nell’affrontare situazioni problematiche. Da qui l’invito a tutelare maggiormente il rapporto tra la comunità e le istituzioni e l’auspicio che possa esserci un ripensamento.
Sulla stessa vicenda interviene anche Stefano Pasquinucci, ex presidente del Carnevale di Viareggio, con una riflessione sul significato della partecipazione politica e sul ruolo del Consiglio comunale.
Pasquinucci parte proprio dal luogo nel quale lunedì mattina si riuniranno i rappresentanti della città: la piazza intitolata a Nieri e Paolini, due giovani viareggini di 25 anni, uno calafato e l’altro marinaio, uccisi a colpi d’arma da fuoco in quella che all’epoca era piazza Grande, intitolata a Vittorio Emanuele.
Un luogo simbolico, osserva Pasquinucci, nel quale la politica dovrebbe trasformarsi in gestione della città e cura della vita della comunità. Non soltanto una competizione per il potere, ma uno strumento attraverso il quale una comunità decide come vivere, come distribuire le risorse e come proteggere i più deboli.
Ed è proprio da questo principio che nasce la sua riflessione sulla seduta di lunedì.
La sala del Consiglio, simbolo di partecipazione, confronto e appartenenza, chiuderà le proprie porte quando verrà affrontata la vicenda dell’assessore Salemi. I cittadini saranno quindi esclusi dalla discussione di un caso che ha avuto un forte impatto sul dibattito politico cittadino.
Pasquinucci pone così l’accento sul paradosso di una situazione nella quale i rappresentanti della città saranno chiamati a confrontarsi su una vicenda che riguarda la città, mentre la città non potrà assistere a quel confronto.
Il ricorso alla seduta segreta è previsto dal regolamento comunale, ma proprio questa circostanza riaccende la discussione sul rapporto tra regole, trasparenza e partecipazione.
Il messaggio che arriva sia dall’Anpi sia da Pasquinucci è dunque quello di un richiamo a recuperare un confronto politico serio e civile, insieme a un rapporto più trasparente e inclusivo tra istituzioni e cittadini.
Lunedì il Consiglio sarà quindi chiamato ad affrontare il caso Salemi a porte chiuse, in un passaggio destinato inevitabilmente a riportare al centro dell’attenzione anche il tema di quanto i cittadini possano conoscere e partecipare alle vicende che riguardano la vita politica della loro città.