Telegramgate, Santini alza il tiro: “Se la censura è vera, si dimostri con un voto”


VIAREGGIO – Quattro comunicati per ribadire la fiducia alla sindaca, ma secondo Alessandro Santini il risultato politico sarebbe tutt’altro che quello di una maggioranza compatta. A due giorni dal Consiglio comunale che ha respinto la mozione di sfiducia, l’esponente del centrodestra torna sulla vicenda della chat nella quale sarebbero state condivise informazioni relative ai controlli delle forze dell’ordine e punta il dito soprattutto contro il Centrodestra Unito.
Santini parte proprio dalla pluralità degli interventi diffusi all’indomani del voto. Una sola maggioranza, osserva, avrebbe avuto bisogno di quattro prese di posizione separate per esprimere lo stesso concetto: la conferma della fiducia alla sindaca. Per Santini, però, questa scelta sarebbe il sintomo di una difficoltà politica più profonda, quella di riuscire a parlare con una voce comune.
Nel mirino finiscono in particolare le dichiarazioni con cui i consiglieri del Centrodestra Unito hanno definito gravi i fatti emersi sulla chat, giudicando inaccettabile la diffusione delle informazioni sui controlli e annunciando una “ferma censura politica nelle sedi opportune”.
Ed è proprio su questo punto che Santini incalza.
Secondo l’esponente politico, infatti, la sede nella quale quella censura avrebbe potuto concretizzarsi era già a disposizione: il Consiglio comunale di lunedì 21 settembre, quando l’aula era chiamata a esprimersi sulla mozione di sfiducia.
Un voto, peraltro, avvenuto a scrutinio segreto.
“Nessuno avrebbe saputo, nessuno avrebbe potuto chiedere conto”
, sottolinea Santini, secondo il quale proprio la segretezza del voto avrebbe consentito ai consiglieri di esprimere liberamente la propria posizione.
Da qui la sua accusa politica: se i fatti vengono considerati incompatibili con i principi istituzionali, sostiene, la presa di distanza avrebbe dovuto emergere nel momento decisivo, attraverso il voto in aula, e non soltanto attraverso una successiva comunicazione politica.
Santini contesta inoltre quanto sostenuto da Viareggio Democratica sul rapporto fiduciario con la sindaca. L’argomento secondo cui il Consiglio non avrebbe dovuto pronunciarsi perché la fiducia riguarderebbe esclusivamente la prima cittadina, osserva, non sarebbe coerente con quanto accaduto in aula: la mozione è stata infatti discussa e sottoposta al voto dei consiglieri, venendo poi respinta.
“Non si può negare la competenza dell’aula e poi esercitarla per salvare un assessore”, scrive Santini, contestando così quella che considera una contraddizione nella posizione della maggioranza.
L’intervento affronta anche l’invito, arrivato dalla maggioranza, a chiudere la vicenda e a riportare l’attenzione sui problemi concreti della città. Anche su questo punto Santini non arretra.
A suo giudizio, infatti, non sarebbe stata l’opposizione ad accendere i riflettori sul caso: l’attenzione sarebbe nata dalla diffusione del messaggio all’interno di una chat che, secondo quanto riportato nella nota, conta circa 5mila iscritti. La vicenda è inoltre finita sulle cronache nazionali e ha suscitato l’attenzione delle organizzazioni sindacali della polizia.
E proprio alle questioni amministrative Santini riporta il confronto, citando Villa Caproni, l’asse di penetrazione, lo Stadio dei Pini e la sicurezza urbana come temi sui quali, a suo giudizio, ci sarebbero ancora questioni da affrontare.
Ma il passaggio centrale della nota resta quello dedicato all’alleanza politica.
Santini ribadisce una posizione che, afferma, aveva già espresso prima del voto: “Questa alleanza è un errore”. Una critica rivolta sia alla maggioranza sia, in particolare, agli elettori del centrodestra, ai quali Santini dice di voler continuare a chiedere coerenza tra le posizioni dichiarate e le scelte compiute.
Il suo ragionamento si chiude tornando al punto di partenza: la distanza tra comunicati e voti.
“A chi, dentro quel gruppo, pensa davvero che i fatti siano gravi, chiedo una cosa sola: dimostrarlo quando conta. Con un voto, non con una nota”, conclude Santini.
Una presa di posizione che riapre il confronto politico nel centrodestra dopo il Consiglio comunale del 21 settembre e che mette nuovamente al centro la domanda sulla coerenza tra le dichiarazioni pubbliche e le scelte compiute nell’aula consiliare.

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