PISA – Momenti di paura nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Santa Chiara, dove un paziente di 41 anni ha danneggiato gli arredi e rivolto minacce a medici, infermieri e altri ricoverati.
L’episodio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e, per tutelare gli altri pazienti, si è reso necessario spostare i ricoverati dalla sezione maschile a quella femminile.
Non sarebbe stato un episodio isolato. Il 41enne, infatti, avrebbe già avuto in precedenza comportamenti aggressivi all’interno del reparto, con episodi che avrebbero coinvolto anche il personale sanitario. In alcune circostanze era stato necessario l’intervento della Polizia e della Polizia penitenziaria.
A rendere particolarmente delicata la situazione è anche la storia giudiziaria dell’uomo. Nell’agosto del 2022 era stato coinvolto nell’omicidio di un barbiere, ucciso in via Corridoni, nella zona della stazione ferroviaria di Pisa. Per quel fatto era stato assolto perché ritenuto incapace di intendere e di volere.
Quello avvenuto al Santa Chiara riporta così in primo piano le difficoltà legate alla gestione dei pazienti che manifestano comportamenti violenti e il tema della sicurezza all’interno dei reparti psichiatrici, dove ogni situazione di aggressività può avere conseguenze anche sugli altri ricoverati.
Il reparto pisano è inoltre quello nel quale lavorava la psichiatra Barbara Capovani, uccisa nell’aprile 2023.
L’episodio di oggi ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e l’adozione di misure immediate per riportare la situazione sotto controllo e garantire la sicurezza di pazienti e operatori.
L’Asl Toscana nord ovest, insieme all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana e in costante contatto con il magistrato di sorveglianza, sta lavorando per individuare la soluzione più adeguata per garantire la sicurezza dei degenti, degli operatori sanitari e dello stesso paziente.Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria, che hanno contribuito a riportare la situazione sotto controllo. Il paziente è rimasto fino al pomeriggio all’interno della struttura, da solo e piantonato dagli agenti della Polizia penitenziaria, mentre gli altri degenti erano stati temporaneamente trasferiti per evitare possibili contatti o ulteriori problemi.La situazione ha avuto ripercussioni anche sull’attività del reparto: il personale della Psichiatria di Pisa non ha potuto gestire eventuali urgenze provenienti dal pronto soccorso di Cisanello, per le quali è stata quindi predisposta un’organizzazione alternativa.Secondo quanto spiegato dall’Asl, il paziente, di fronte all’obbligo previsto dalla legge di rientrare nella Rems di Volterra, dalla quale proveniva, ha avuto una crisi comportamentale che ha provocato ingenti danni all’interno dell’Spdc. Sono quindi in corso valutazioni per individuare la soluzione più appropriata, tenendo conto delle esigenze degli altri pazienti e della sicurezza degli operatori.L’Asl Toscana nord ovest e l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana hanno inoltre espresso vicinanza al personale medico e infermieristico dell’Spdc di Pisa, diretto da Simona Elmi, impegnato nella gestione dell’emergenza.Sul fronte della sicurezza, l’azienda sanitaria sottolinea infine che negli ultimi anni sono state introdotte diverse misure: pulsanti di chiamata rapida in caso di aggressione, un accordo tra Asl e Azienda ospedaliero-universitaria pisana per l’intervento delle guardie giurate, formazione del personale, un protocollo operativo con la Prefettura in vigore dal 2024 e interventi di miglioramento delle strutture.