PISA – Un vero e proprio sistema di offerta e consegna a domicilio di sostanze stupefacenti organizzato attraverso Telegram è al centro dell’“Operazione Delivery Pisa”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa e condotta dalla Guardia di Finanza, Gruppo di Pisa, Nucleo Operativo, Sezione Operativa Pronto Impiego.
L’indagine nasce dalle informazioni raccolte dai militari sull’esistenza di un canale Telegram denominato “The SpaceWayPisa”, che secondo l’ipotesi investigativa sarebbe stato utilizzato per proporre hashish e marijuana e per concordarne la consegna direttamente nelle abitazioni degli acquirenti o in altri luoghi stabiliti in città.
È proprio la modalità di vendita a rappresentare uno degli aspetti ritenuti di maggiore interesse dalla Procura. L’acquisto, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non avveniva nei tradizionali luoghi dello spaccio, ma attraverso uno strumento digitale di uso quotidiano, con la sostanza successivamente recapitata a domicilio. Tra gli acquirenti sarebbero comparsi anche numerosi studenti universitari.
Le indagini, svolte attraverso informazioni raccolte da persone informate sui fatti, servizi di osservazione, appostamenti e pedinamenti, hanno portato gli investigatori a individuare un appartamento che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato utilizzato per custodire, preparare e confezionare la droga destinata alle successive cessioni.
Tre persone sono state individuate come coinvolte, secondo l’ipotesi accusatoria, nella gestione del canale digitale e nelle attività di custodia, preparazione e consegna. Nei rapporti con gli acquirenti sarebbero stati utilizzati anche pseudonimi.
Il 9 luglio 2024 la svolta. Durante un servizio di osservazione nell’immobile individuato, i militari avrebbero rilevato una cessione di stupefacente e sono quindi entrati nell’abitazione. All’interno sono state trovate le tre persone mentre, secondo quanto documentato dalla polizia giudiziaria, stavano maneggiando le sostanze utilizzando strumenti da taglio.
Le successive perquisizioni, estese anche alle abitazioni degli interessati, hanno portato al ritrovamento di ulteriori quantitativi di droga, materiale per il confezionamento e denaro contante ritenuto, allo stato delle indagini, possibile provento delle cessioni contestate.
Le tre persone sono state arrestate in flagranza per le ipotesi di reato contestate e accompagnate alla casa circondariale “Don Bosco” di Pisa.
L’attività investigativa è poi proseguita. L’analisi forense dei dispositivi sequestrati ha consentito di individuare numerosi acquirenti, successivamente ascoltati dagli investigatori, e di acquisire elementi relativi ad altre persone che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero avuto un ruolo nelle condotte contestate.
La Procura ha inoltre ottenuto il sequestro preventivo del canale Telegram, che è stato successivamente oscurato. Sono state analizzate anche alcune agende che sarebbero state utilizzate per annotare le operazioni effettuate e le somme ricavate dalle cessioni.
Ulteriori osservazioni e pedinamenti hanno poi allargato gli accertamenti ai territori di Pisa e San Giuliano Terme, facendo emergere nuove notizie di reato confluite in un ulteriore procedimento collegato.
Particolare attenzione è stata riservata anche al denaro. Attraverso gli strumenti della cooperazione internazionale di polizia e dell’Asset Recovery Office è stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente di 3.018,73 euro, presenti su un conto di trading online attivo a Cipro. La Procura precisa tuttavia che la presenza di un servizio finanziario fuori dall’Italia, considerata isolatamente, non consente di attribuire natura associativa alle condotte contestate.
Nel complesso, l’operazione ha portato all’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, alla denuncia in stato di libertà di altre tre per l’ipotesi prevista dall’articolo 73, comma 5, del Testo unico sugli stupefacenti e alla denuncia di un’ulteriore persona per l’ipotesi di favoreggiamento personale.
Sono inoltre 21 le persone segnalate alle Prefetture competenti, ai sensi dell’articolo 75 del decreto del presidente della Repubblica 309 del 1990, per detenzione di sostanze stupefacenti destinata all’uso personale.
Imponente anche il quadro dei sequestri: un immobile, il canale Telegram “The SpaceWayPisa”, un conto di trading a Cipro con 3.018,73 euro, circa 727 grammi di hashish, circa 111 grammi di marijuana, circa 45.000 milligrammi di liquido contenente cannabis e 3.735 euro in contanti.
Gli investigatori hanno inoltre sequestrato due coltelli, sei bilancini di precisione, un grinder, una pistola a gas replica, una bicicletta, un monopattino, otto dispositivi informatici e telefoni cellulari e alcune agende con annotazioni contabili.
Secondo la Procura, l’inchiesta mette in luce anche il ruolo della domanda. La possibilità di ordinare attraverso una piattaforma digitale e ricevere la sostanza direttamente a casa può rendere l’acquisto apparentemente semplice e lontano dai tradizionali luoghi dello spaccio. Ma, sottolinea l’ufficio giudiziario, ogni acquisto alimenta economicamente il sistema illegale, sostenendo luoghi di custodia, strumenti di confezionamento, mezzi per le consegne, forme di rendicontazione e anche canali finanziari collocati all’estero.