TOSCANA – Il bilancio migliora, ma non abbastanza da poter abbassare la guardia. Nel 2025 in Toscana sono stati accertati 2.123 reati ambientali: un numero inferiore rispetto ai 2.587 dell’anno precedente, ma ancora capace di fotografare una pressione significativa sui territori.
La media è di quasi sei reati ambientali al giorno, uno ogni quattro ore. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, elaborato sulla base dei dati raccolti dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto.
La Toscana rappresenta il 5,9% dei reati ambientali accertati in Italia e si colloca al settimo posto nella graduatoria nazionale, dopo Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio e Sardegna.
Nel corso del 2025 sono stati effettuati in regione 119.493 controlli, mentre le persone denunciate sono state 1.858. Sul fronte delle misure repressive si contano 7 arresti e 288 sequestri.
A cambiare, però, è la distribuzione dei fenomeni. Se il ciclo del cemento registra una forte contrazione, con 467 reati accertati, il fronte dei rifiuti torna a destare particolare attenzione. Sono 737 i reati contestati nella gestione illecita dei rifiuti, facendo della Toscana la quinta regione italiana per questo tipo di illegalità.
Un altro capitolo riguarda i reati contro gli animali, settore nel quale la Toscana occupa il sesto posto nazionale: sono 500 i reati accertati, con 414 persone denunciate.
A livello provinciale, il dato più elevato è quello di Livorno, con 577 reati ambientali, seguita da Firenze con 316 e Arezzo con 203. Numeri che evidenziano quanto il fenomeno non sia confinato alle tradizionali aree considerate maggiormente esposte alla criminalità organizzata.
Il quadro regionale viene definito da Legambiente come fatto di luci e ombre. Da una parte la diminuzione complessiva degli ecoreati, dall’altra la persistente consistenza del fenomeno e soprattutto la crescita delle illegalità legate alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti.
Il rapporto nazionale conferma del resto che quello ambientale continua a essere un business particolarmente consistente. Nel 2025 in Italia sono stati accertati 35.735 reati ambientali, mentre gli illeciti amministrativi hanno raggiunto quota 77.895. Secondo Legambiente, il giro d’affari illegale delle ecomafie è salito a 11,5 miliardi di euro.
La fotografia restituita dai numeri toscani, dunque, è quella di un fenomeno che arretra su alcuni fronti ma continua a trovare spazio in altri. E proprio la gestione dei rifiuti, insieme agli incendi boschivi e alle diverse forme di aggressione al territorio, rappresenta uno dei capitoli sui quali si concentra maggiormente l’attenzione degli investigatori e degli ambientalisti.
Il dato complessivo resta quindi sopra quota duemila reati in un solo anno: un segnale che racconta una pressione ambientale ancora tutt’altro che marginale.