VIAREGGIO – Il nuovo regolamento per la scelta della canzone ufficiale del Carnevale di Viareggio apre anche un confronto politico sull’identità della città. A intervenire è l’ex assessore Sandra Mei, che contesta quella che considera una deriva identitaria legata alla valorizzazione della tradizione viareggina.
Il nuovo progetto della Fondazione Carnevale prevede per il 2027 il ritorno del Festival dei Rioni, con una competizione musicale tra i quartieri della città dalla quale nascerà la nuova canzone ufficiale. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro autori, interpreti, Rioni e patrimonio musicale locale.
È proprio sul concetto di identità che si concentra la riflessione di Mei.
“Valorizzare la cultura, la musica e le tradizioni di Viareggio è una cosa. Trasformare la viaregginità in un vincolo identitario, arrivando persino a ipotizzare ‘la razza viareggina’, è un’altra”, afferma l’ex assessore.
Un passaggio che porta Mei a rivendicare una concezione diversa della città.
“Viareggio è una città di mare: aperta, contaminata, nata dagli incontri. La sua identità non è una questione di sangue, pedigree o certificati di purezza”, sostiene.
E non manca l’ironia, elemento che la stessa Mei considera parte integrante dello spirito del Carnevale.
“E allora, davanti a questa nuova idea di viaregginità, una domanda viene spontanea: più che una canzone ufficiale del Carnevale, non sarà mica l’inizio di una marcetta?”
L’ex assessore collega quindi la discussione sul regolamento a una più ampia critica politica all’amministrazione cittadina.
“Questa è la destra al comando di Viareggio, con questa idea di identità che entra persino nel regolamento del Carnevale: da sciocchi pensare di aspettarsi qualcosa di diverso”, afferma Mei.
Il tema, tuttavia, si inserisce in una storia musicale che per il Carnevale di Viareggio è tutt’altro che nuova. La manifestazione ha una propria canzone ufficiale dal 1921 e nel corso dei decenni la scelta ha attraversato concorsi, commissioni e collaborazioni con autori e interpreti anche esterni alla città. La stessa Fondazione, nel raccontare la storia della musica del Carnevale, sottolinea come stili e linguaggi differenti abbiano contribuito nel tempo a costruire questo patrimonio.
Negli ultimi anni, infatti, la tradizione si è intrecciata con nomi della musica italiana come Elio, Cristina D’Avena, Enzo Iacchetti, Extraliscio e Rita Pavone. Per il 2026 la canzone ufficiale è stata affidata a Rita Pavone con “Nel febbraio di un mattino”.
Il nuovo regolamento segna dunque un ritorno alla dimensione rionale: saranno i Rioni a presentare brani inediti e la nuova canzone ufficiale nascerà dal Festival, attraverso una giuria tecnica e una rappresentanza dei Rioni.
Per Mei, però, la valorizzazione della tradizione non dovrebbe trasformarsi in una definizione rigida dell’appartenenza.
“Io continuo a scegliere una Viareggio che difende le proprie tradizioni senza trasformarle in recinti. Penso che una manifestazione che vuole essere internazionale, crea ponti, non muri”, conclude.
E affida ancora una volta la sua posizione a una frase che richiama lo spirito universale che, secondo lei, dovrebbe caratterizzare la città e il suo Carnevale:
“Perché qui nessuno è straniero. E il Carnevale, prima ancora di essere una marcetta, è libertà, ironia e contaminazione.”