TOSCANA – Sono quasi 300mila i toscani che potrebbero convivere con il diabete di tipo 2. Un problema di salute pubblica che richiede attenzione costante, diagnosi tempestive e un sistema sanitario capace di garantire assistenza e cure nel tempo.
I dati sono stati presentati a Firenze durante l’ultima tappa del progetto nazionale “La readiness del sistema sanitario nella gestione del diabete di tipo 2”, promosso dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), con il contributo di Lilly e Roche Diabetes Care.
In Toscana, su una popolazione di 3.659.222 abitanti, le persone con diabete già diagnosticato sono 257.693, pari a circa il 6% dei residenti. Più del 90% dei casi riguarda il diabete di tipo 2.
Il numero reale potrebbe però essere più alto. Secondo le stime presentate da Fiaso, infatti, accanto ai pazienti che hanno già ricevuto una diagnosi ci sarebbero altre persone che non sanno ancora di essere affette dalla malattia. È proprio considerando anche questi casi non individuati che la stima complessiva arriva a sfiorare quota 300mila.
La sfida per il sistema sanitario regionale è quindi duplice: assicurare percorsi di cura efficaci a chi ha già ricevuto una diagnosi e favorire l’individuazione precoce dei casi ancora sconosciuti. Un obiettivo fondamentale per migliorare la gestione di una patologia cronica che coinvolge una parte significativa della popolazione toscana.