Accende stufa e camino, poi l’incendio devasta la casa del figlio: condannato a pagare 24mila euro


STAZZEMA – Una vicenda nata da un intervento di manutenzione domestica è arrivata davanti al Tribunale di Lucca, che ha riconosciuto la responsabilità di un uomo di 58 anni per i danni provocati da un incendio nell’abitazione del figlio. Il risarcimento stabilito è di circa 24mila euro, ai quali si aggiungono 5mila euro per le spese legali. A sostenere la spesa sarà la compagnia assicurativa dell’uomo, poiché il giudice ha riconosciuto l’operatività della polizza.
L’episodio risale al gennaio 2022. Il padre si era recato nella casa del figlio, allora 31enne, per sostituire il tubo della stufa. Terminata la riparazione, aveva acceso l’apparecchio per verificarne il funzionamento e aveva acceso anche il camino, vista la bassa temperatura. Poi aveva lasciato l’abitazione.
Il danno venne scoperto nei giorni successivi. L’incendio aveva interessato diversi ambienti della casa, dal piano terra al primo piano, coinvolgendo anche il solaio divisorio e gli arredi. La relazione tecnica non ha individuato con certezza il punto d’innesco, ma ha considerato plausibili due ipotesi: la stufa appena riparata oppure il camino, entrambi accesi dal 58enne.

Dopo l’accaduto, l’uomo si era rivolto alla propria assicurazione per ottenere la copertura dei danni. La compagnia aveva però respinto la richiesta, sostenendo che non sussistessero i presupposti della terzietà tra chi aveva provocato il danno e chi lo aveva subito.
A quel punto il figlio ha avviato un’azione legale nei confronti del padre per ottenere il risarcimento necessario a riparare l’immobile. Il genitore ha coinvolto a sua volta la compagnia assicurativa, contestando il mancato riconoscimento della garanzia prevista dal contratto.
La controversia è dubque approdata al Tribunale di Lucca e il giudice ha attribuito al padre la responsabilità dei danni, legandola alla condotta di aver lasciato l’abitazione dopo aver acceso gli apparecchi di riscaldamento.
La decisione ha stabilito un risarcimento di circa 24mila euro, oltre alle spese legali quantificate in 5mila euro, e ha riconosciuto che la copertura assicurativa fosse operativa. Sarà quindi la compagnia a dover corrispondere le somme previste dalla sentenza.
Una causa che ha coinvolto due familiari e la loro assicurazione si conclude così con l’accertamento della responsabilità per i danni all’abitazione e con il riconoscimento della copertura prevista dalla polizza.


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