BORGO SAN LORENZO – Venti ore di lavoro senza interruzioni, una complessa macchina organizzativa in funzione e un risultato capace di fare la differenza per tre persone in attesa di una nuova possibilità. All’ospedale del Mugello, tra il 5 e il 6 ottobre, due percorsi di donazione di organi si sono svolti quasi contemporaneamente, portando al prelievo di quattro organi e alla realizzazione di tre trapianti nei centri specializzati di Firenze e Pisa.
Una notte impegnativa, nella quale professionalità, coordinamento e tempestività sono stati determinanti per portare a termine procedure delicate e garantire che gli organi potessero raggiungere le strutture di destinazione.
Una sfida complessa per tutta l’équipe
Le attività sono cominciate nel pomeriggio del 5 ottobre e si sono concluse la mattina seguente. La gestione simultanea dei due percorsi ha richiesto un impegno straordinario per il personale sanitario, chiamato a lavorare per circa venti ore consecutive in un’organizzazione che coinvolgeva più reparti e numerose figure professionali.
In prima linea la Terapia intensiva, diretta da Vieri Parrini, gli infermieri del blocco operatorio coordinati da Claudia Polidori e la direzione sanitaria del presidio, guidata da Claudia Capanni con il supporto di Saverio Cecchi.
Nel corso della notte si sono alternati gli anestesisti Francesca Striccoli, Rachele Gaddi e Melis Acar Gimez. Un ruolo essenziale è stato svolto anche dal Coordinamento ospedaliero procurement, con Maria Chiara Perruccio e gli infermieri Selenia Ceccotti, Jacopo Frangini e Valeria Caprilli.
Tutte le fasi sono state portate avanti in collaborazione con il Centro regionale trapianti della Toscana, parte di una rete che richiede precisione e rapidità per rendere possibile il trasferimento degli organi ai centri specializzati.
Anche un ospedale di dimensioni contenute può fare la differenza
L’esperienza del Mugello dimostra quanto sia importante il contributo di ogni presidio sanitario nella rete regionale della donazione. La complessità delle procedure non dipende soltanto dalle dimensioni della struttura, ma anche dalla capacità di mettere in campo competenze, risorse e collaborazione tra professionisti.
A sottolinearlo è Daniele Cultrera, coordinatore di Area Vasta Centro per il procurement di organi e tessuti, che ha evidenziato il valore del lavoro di squadra e l’efficacia della rete toscana anche nelle situazioni organizzativamente più impegnative.
Dietro i tre trapianti ci sono turni lunghi, responsabilità delicate e un coordinamento che non ammette ritardi. Ma il risultato più importante va oltre le venti ore trascorse in sala operatoria: tre persone hanno ricevuto un organo e una nuova opportunità di vita, grazie alla generosità della donazione e al lavoro di una squadra sanitaria capace di operare insieme anche nelle condizioni più complesse.