Brandisce un piccone contro i carabinieri dopo una lite: arrestato. Un altro uomo finisce in carcere per falso


LIVORNO – Una lite in ambito domestico degenerata fino alle minacce con un piccone e, in un altro caso, una condanna definitiva per falsificazione di documenti e contraffazione. Sono due distinti interventi dei carabinieri nel Livornese, conclusi con l’arresto di due uomini e con provvedimenti restrittivi di diversa natura.
L’episodio più movimentato si è verificato a Bibbona, dove i militari della Compagnia di Cecina sono intervenuti per una violenta discussione in ambito domestico. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, uno dei protagonisti della lite si sarebbe inizialmente allontanato dal luogo dell’episodio, salvo poi fare ritorno poco dopo in uno stato di forte agitazione.
Questa volta, però, la situazione è precipitata. L’uomo si sarebbe presentato brandendo un piccone metallico, utilizzandolo per minacciare non soltanto la persona coinvolta nella lite, ma anche i carabinieri intervenuti per riportare la situazione sotto controllo.
Davanti a un pericolo concreto per l’incolumità dei presenti, i militari sono riusciti a disarmarlo e a bloccarlo, mettendo in sicurezza l’area. Il piccone è stato sequestrato e per l’uomo sono scattate le manette. Le contestazioni riguardano i reati di minaccia e porto di oggetti atti a offendere. Dopo l’arresto è stato disposto il regime degli arresti domiciliari. Il giudice ha successivamente convalidato l’arresto.
Un secondo intervento ha interessato invece Livorno, dove i carabinieri della Stazione Livorno Centro hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo già noto alle forze dell’ordine.
Il provvedimento, emesso dall’autorità giudiziaria fiorentina, riguarda una condanna divenuta definitiva per falso materiale e contraffazione di certificati o autorizzazioni amministrative. Nei suoi confronti era stata precedentemente sospesa l’esecuzione della pena, ma la sospensione è stata successivamente revocata. Respinta anche la possibilità di accedere a misure alternative alla detenzione, per l’uomo si sono aperte le porte del carcere, dove dovrà scontare la pena residua.
Due vicende differenti, dunque, che hanno visto impegnati i carabinieri sul territorio provinciale, tra un intervento per fronteggiare una situazione di grave tensione e l’esecuzione di un provvedimento giudiziario definitivo.

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