CAMAIORE. A distanza di un anno circa potrebbero esserci delle svolte sulle indagini sull’omicidio dell’imprenditore camaiorese Stefano Romanini, ucciso da un killer l’8 febbraio dello scorso anno davanti casa a Camaiore.

Pare che possano esserci quattro persone iscritte sul registro degli indagati. Il pm della procura di Lucca sta indagando sul cugino della vittima, Roberto Romanini, sui figli dello stesso Roberto, Emanuele e  Simone e un romeno Auriel Susciu che ha avuto rapporti di collaborazione con l’azienda edile della quale era  titolare Roberto Romanini. E che potrebbe essere tornato nel suo Paese. Si tratta comunque di nomi che figuravano già nell’elenco dei personaggi su cui gli inquirenti stavano indagando da tempo, quindi non sono certamente nuovi. Solo che a distanza di un anno potrebbe esserci stata qualcosa che ha indotto la Procura a far compiere l’incidente probatorio su alcune prove raccolte nel corso dell’inchiesta. Si parla anche dell’esame di alcuni mozziconi di sigaretta che furono trovati la mattina dell’omicidio sulla strada dove è stato commesso l’omicidio.

Il legale della famiglia della vittima, Leonardo Lapasin Zorzit è comunque cauto sui possibili sviluppi dell’inchiesta, visto che alcuni degli aspetti sono stati secretati e che fino ad oggi non è risultato facile poter provare scientificamente le responsabilità di chi possa avere ucciso. Sospetti ce ne sono stati fin dal primo momento, ma una cosa sono i sospetti ed un’ altra cosa sono le prove, indispensabili per poter incastrare l’autore o gli autori dell’omicidio. La sensazione è che ci sia stato un mandante ed un esecutore materiale dell’omicidio.

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indagini omocidio procura romanini

ultimo aggiornamento: 02-02-2012


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