Lui stesso lo definisce “un atto d’amore verso le generazioni future”, aggiungendo che “la vita non finirà finché c’è la speranza del domani”. In un anno tempestato da una crisi economica che appare senza via d’uscita, nell’anno segnato dalle temute profezie dei Maya sulla fine del mondo, quello di cui l’umanità ha bisogno è proprio la speranza, la fiducia. Ciò che Roberto Vannucci proverà a regalare con il suo carro “Non ti curare di loro ma guarda e passa”, che richiama nel titolo un celebre passo di Dante e, allo stesso tempo, “dolcemente ispirato da un quadro di Gustav Klimt”.

Il tema. “Mai come adesso l’albero della vita è stato in pericolo”. Le premesse del carrista nella sua relazione sono tutt’altro che rosee: l’umanità, con gravi colpe, sta facendo sì che la pianta rinsecchisca, che rimanga soffocata. E uguale sorte potrebbe toccare alle nuove generazioni, oppresse dall’avarizia, dall’ira e dall’invidia. Ma non tutto è perduto: con amore e fiducia andare avanti è possibile. E allora ecco l’invito d’ispirazione dantesca ai giovani di oggi: non fatevi scoraggiare dal male, ma andate avanti ed inaugurate una nuova strada. Per tutti noi.

Il carro. Abituato a stravolgere totalmente la struttura delle proprie costruzioni da un anno all’altro, Vannucci terrà fede a questa sua peculiarità anche per questa edizione.  Il carro si svilupperà in tre diverse fasi: si presenterà con uno scenario lugubre, dai colori scuri, con la corteccia dell’albero consumata e con i rami secchi, per poi attuare una vera e propria metamorfosi. Il passaggio alla fase “rassicurante” avverrà attraverso una rotazione manuale: l’immagine di una donna che tiene in braccio un bambino sarà la figura che sovrasterà il carro, con attorno numerosi fiori pronti a sbocciare. I figuranti vestiranno un abito bicolore e, accompagnati da una colonna sonora ad hoc, parteciperanno alla coreografia della metamorfosi.

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