FORTE DEI MARMI. “Ancora una volta risulta incomprensibile come chi aspira a ricoprire una carica pubblica possa difendere situazioni non conformi alle normative statali e comunali, arrivando ad infangare l’operato dell’amministrazione e i suoi uffici,  impegnati a garantire l’ordinata convivenza civile nel rispetto delle disposizioni di legge”. Il sindaco, Umberto Buratti rettifica seccamente le dichiarazioni rilasciate da Paolo Torrini e avallate dalla rappresentante di Fuxia People,  in merito all’attuazione da parte di una pattuglia di vigili di un’ordinanza di demolizione di un manufatto abusivo sulla sua proprietà situata in via Piave. “L’intervento del comando di polizia municipale – spiega Buratti-  è avvenuto unicamente a seguito di un lungo iter, caratterizzato da molteplici inviti alla proprietà di provvedere autonomamente alla demolizione di opere abusive”. La prima ordinanza relativa alla proprietà Torrini risale, infatti, all’8 marzo 2010 e, nel provvedimento, veniva espressamente disposta la restituzione in pristino dello stato dei luoghi entro 60 giorni dalla data di notifica, con espresso avvertimento che, in caso di inottemperanza, la rimozione sarebbe stata realizzata coattivamente. In seguito, il 7 gennaio 2011, l’ufficio edilizia aveva comunicato l’adozione del provvedimento negativo relativo all’istanza di sanatoria presentata dalla proprietà Torrini.  In data 27 luglio 2011, a seguito dell’inadempimento da parte dei proprietari , la dirigente del servizio edilizia privata emetteva nuova ordinanza, con la quale veniva incaricata la dita M.T.M.srl di provvedere per il giorno 22 agosto 2011 alla rimozione coattiva delle opere abusive ed al ripristino dei luoghi. Alla data prevista dall’ordinanza, tuttavia, l’abitazione risultava chiusa e non era possibile accedere all’area interessata dagli abusi contestati, con conseguente mancata esecuzione del provvedimento. “A quel punto – prosegue il sindaco- il commissario della polizia municipale,  Enzo Faraboschi, provvedeva a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica di Lucca, affinché venissero impartite le disposizioni del caso. A seguito di questa comunicazione, in data 4 ottobre 2011 il magistrato autorizzava la rimozione coattiva delle opere abusive ed il ripristino dei luoghi, impartendo disposizione di richiedere anche l’ausilio delle forze dell’ordine. A seguito dell’autorizzazione della Procura, veniva fissata per il 20 gennaio 2012 la rimozione coattiva delle opere, come comunicato ai proprietari ed al conduttore dell’immobile che, al momento dell’intervento, non essendo presenti, venivano più volte chiamati telefonicamente dal commissario Faraboschi, che li invitava a recarsi sul posto per evitare un accesso forzato alla proprietà. L’operazione ha comportato anche la potatura di parte della vegetazione, che nello specifico era una siepe e non un albero secolare, come è stato erroneamente definito. Le opere abusive sono state demolite e il materiale di risulta è stato rimosso dalla proprietà”. Questi sono i fatti, le vuote parole – conclude il sindaco – le lasciamo agli altri”.

 

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