(foto ufficio stampa Massarosa) MASSAROSA. “Le forze di maggioranza sostengono compatte e con convinzione le difficili scelte che l’amministrazione Mungai è stata chiamata a fare. Sono scelte frutto di un percorso condiviso e sulle quali la Giunta ha aperto un confronto ampissimo con le forze sociali e con le frazioni, con un’assunzione di responsabilità ed una trasparenza che fa onore ai nostri amministratori”.

Lo scrivono, in un comunicato congiunto, Antonio Torre (segretario Pd), Domenico Di Nardo (coordinatore Sinistra Comune), Romolo Marchi (coordinatore Noi per Massarosa) e i capogruppo consiliari dei tre partiti, Elio Lucania (Pd), Leonardo Gilardetti (Sc) e Stefano Castelli (NpM).

“Il primo dato – scrivono – è che le scelte di bilancio di Massarosa scontano una situazione che è uguale in tutti gli 8.100 comuni italiani. Anni di scelte sbagliate e di gravi responsabilità del precedente governo hanno scaricato sul sistema dei comuni i costi della crisi, con pesantissimi tagli ai trasferimenti che pongono le amministrazioni locali di fronte ad una alternativa secca: eliminare servizi essenziali o aumentare le imposte.

“La scelta di Massarosa è stata quella di difendere i servizi e di preservare quello che il Sindaco ha chiamato “modello Massarosa”, un modello fatto di servizi e strutture pubbliche e di partecipazione, di positiva collaborazione fra una società civile particolarmente forte e l’ente pubblico.

“Nel far questo – aggiungono i partiti di maggioranza – si è agito sul fronte dell’entrata con equità e giustizia. A fronte dell’aumento della TARSU, obbligatorio per legge dato l’aumento esorbitante della spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, si è più che raddoppiato il fondo destinato alle fasce più deboli: non solo i redditi bassi, ma anche quelli medio-bassi avranno esenzioni e riduzioni. La manovra sull’IMU, condizionata dalle storture di una normativa congegnata dal ministro Calderoli, è analoga a quella degli altri comuni e preserva la prima casa, come ha mostrato l’amministrazione rendendo pubblici i dati con chiarezza e puntualità. Non viene toccata l’addizionale IRPEF, che rimane ben lontana dai massimi cui era stata portata a Massarosa in anni di vacche grasse.

“Quando parliamo di difesa dei servizi non parliamo di cose astratte: privatizzare gli asili nido (una delle poche opzioni tecnicamente possibili per non aumentare le tasse) vorrebbe dire per molte famiglie pagare ogni mese per un servizio essenziale non 280 euro, ma dal doppio al triplo.

“L’amministrazione ha avuto infine cura di tagliare ciò che poteva essere superfluo, ma non l’essenziale nei campi della scuola, della cultura e dei servizi sociali. Aver addirittura ridotto tariffe già basse nel campo dei servizi scolastici, è un segnale straordinario delle priorità che l’amministrazione si è imposta. Puntare sui voucher nel campo sociale, è una scelta che difende insieme il valore dei soldi pubblici e la dignità delle persone che hanno un aiuto, ma in cambio ricambiano la comunità con un lavoro.

“Tutto possiamo accettare, ma non lezioni da chi in anni di vacche grasse decise di portare tutte le tasse ai massimi; da chi ha lasciato danni in serie dalla violazione plurima del patto di stabilità all’ultima tegola della condanna della Corte d’Appello al pagamento immediato di 600.000 euro per espropri a Piano di Mommio; da chi rappresenta a Massarosa forze politiche che hanno trascinato l’Italia nella situazione che sappiamo e non ha mai speso una parola in difesa del sistema dei comuni, come pure altri esponenti di centro-destra, ovunque in Italia, hanno fatto. Si tratta di polemiche impresentabili che, non misurandosi con la realtà dei numeri e non proponendo niente di alternativo, non possono essere prese sul serio”.

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ultimo aggiornamento: 15-03-2012


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